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La crisi profonda del trasporto aereo: da Alitalia a Air Italy a rischio 40mila lavoratori a Roma

La protesta dei dipendenti di Alitalia, Air Italy, Norwegian, Ernest e Blue Panorama. Sindacati sotto al Mise con una bara: “Settore non deve morire”

In corteo con una bara per sottolineare che il trasporto aereo non deve morire. Così ieri i lavoratori delle compagnie aeree in difficoltà hanno manifestato davanti al Ministero dello Sviluppo Economico. Tra loro anche qualche dipendente delle società di handling sferzate da un anno di pandemia e gli stagionali lasciati a casa vista la compressione del settore. Una crisi che a Roma e nel Lazio coinvolge circa 40mila lavoratori e famiglie, considerando anche l’indotto. 

“Il trasporto aereo non deve morire”: protesta a Roma

Bandiere, fischietti e striscioni. C’erano tutti: dai lavoratori di Air Italy, alle prese con il licenziamento collettivo di 1500 di loro, a quelli della Norwegian, e poi ancora Ernest e Blue Panorama. 

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La crisi dei lavoratori Alitalia

A trainare la protesta i dipendenti Alitalia: tra di loro undicimila sono a rischio  licenziamento, qualcuno è rimasto già senza stipendio. Una situazione complessa tra crisi atavica e i paletti imposti dall’Unione Europea che tarpa le ali al nuovo decollo. I lavoratori sperano nel rilancio, in un piano industriale serio che possa permettere la ripartenza con almeno 100 aerei di flotta, tutti gli slot e nessun ridimensionamento del personale. Anche il logo Alitalia non si tocca. 

Il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha detto sì al tavolo sul trasporto aereo, su Alitalia ha ricordato però che al Mise c'è solo la competenza dell'amministrazione straordinaria mentre spetta a Economia e Finanze, Lavoro, Infrastrutture e Mobilità ragionare sul piano e la newco, Ita. "L'attuale situazione è evidentemente il risultato di errori del passato ma ora noi rischiamo di perdere quello che è rimasto. Senza fare processi a nessuno è però necessario, a mio parere, ricondurre la questione a una riflessione sulla politica industriale sul trasporto che vogliamo intraprendere" - ha detto Giorgetti. 

Voli a terra e aeroporti vuoti: la crisi investe 40mila lavoratori

Combattivi lavoratori e sindacati. “Se non si interviene rapidamente, con una vera politica di salvataggio di Alitalia e di supporto al comparto, deve essere chiaro che sarà celebrato il funerale del Trasporto aereo. Ne deriverebbe un dramma sociale nella nostra Regione, che occupa l’80-90 per cento degli addetti sul territorio nazionale, per non parlare dell’aeroporto di Fiumicino, che rischierebbe di diventare una vera e propria 'città fantasma'.” - sottolineano il segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, e il segretario regionale responsabile del Trasporto aereo della Fit-Cisl del Lazio, Stefania Fabbri. L’effetto domino sarebbe devastante, oltre ai 40mila direttamente legati al comparto aereo e all’indotto si aggiungerebbe la crisi occupazionale nel settore alberghiero, museale e commerciale, “in un territorio che, come il nostro, ha una fortissima vocazione turistica". Lo sanno bene in particolar modo sul litorale, tra Ostia e soprattutto Fiumicino. Roma non può permettersi una perdita così grande. 

La crisi di Alitalia in Campidoglio

Se ne discuterà anche in Assemblea Capitolina, domani all’ordine del giorno: l’amministrazione straordinaria di Alitalia, il piano industriale della newco ITA, e le conseguenze economiche e occupazionali su Roma Capitale. “Il tema tocca molto da vicino la nostra Capitale, ma l'azienda rappresenta una risorsa importante per tutta l'economia italiana: per questo, oggi più che mai, è richiesta una soluzione in grado di rilanciarla potenziando settori, come il turismo, per esempio, tanto pesantemente colpiti dalla pandemia di Covid" - ha commentato il presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito.

"Confido nell’attenzione di quanti si stanno impegnando perché l'azienda possa tornare ad essere operativa quanto prima garantendo il diritto al lavoro del personale aeroportuale e auspico che il superamento della crisi permetta ad Alitalia di tornare presto a rivestire un ruolo di servizio pubblico efficiente, affidabile e all'altezza dell'importante sfida che sarà chiamata ad affrontare con gli altri player internazionali". 

In Campidoglio manifesteranno ancora i lavoratori Alitalia. Si muoverà verso Roma anche l’intero consiglio comunale di Fiumicino “per ribadire ancora una volta - spiegano i consiglieri - il nostro no al ridimensionamento paventato dal Governo per la compagnia di bandiera, con drastici tagli al personale, alla flotta e a settori fondamentali della stessa e pesanti ripercussioni economiche, occupazionali e sociali per il nostro territorio”

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