Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Trasporti: "A Roma servono 80 anni per recuperare le altre capitali europee"

Lo dice il dossier Pendolaria 2016 elaborato dall'associazione ambientalista Legambiente. Voto insufficiente alla capitale, la situazione migliora sulle tratte ferroviarie della Regione gestite da Trenitalia

Se l'Atac romana volesse mettersi al pari di altre capitali europee in termini di offerta di mobilità su ferro per 'recuperare' ci vorrebbero 80 anni. Un'immagine chiara che restituisce la considizione del trasporto capitolino fotografato dal Dossier Pendolaria con il quale ogni anno Legambiente fotografa lo stato di salute del trasporto pubblico nelle varie città italiane. Se per Roma e la sua azienda municipalizzata il giudizio resta insufficiente, "nel Lazio situazione che migliora con investimenti degli ultimi anni e nuovo contratto di servizio Regione-Trenitalia" si legge nella nota diffusa dall'associazione ambientalista. 

"I treni ed il servizio dell’azienda di trasporti comunale sono tra i peggiori in assoluto sulla Roma-Lido e la Roma-Viterbo" si legge nel dossier. "Treni vecchissimi, sporchi e in perenne ritardo in particolare sulle linee Roma-Lido di Ostia e Roma-Viterbo considerate tra le peggiori d’Italia da anni". Tra gli esempi presi in considerazione i tram, 154 nella capitale rispetto ai 663 di Milano e 189 di Torino: "Hanno una media età di 22,1 anni rispetto ad una media nazionale di 13,5 anni e il 100% ha più di 15 anni" dato che in italia si attesta attorno al 30%. Intanto gli utenti delle metropolitane romane si attestano a 308.130.000 all’anno e 941.870.000 nei bus.

Continua la nota: "Roma poi non ha visto realizzare nel 2016 nessun centimetro di tram, metro o nuovi binari ferroviari, mentre nel 2015 erano stati aperti 6,9 km di linee metro tra prolungamento della B1 (1,5 km) e della C (5,4 km) e a oggi, l’unico progetto finanziato riguarda il prolungamento di 3,6 chilometri della metro C fino a Colosseo, mentre non è aperto nessun cantiere di tram: a questi ritmi Roma, per recuperare la distanza e raggiungere la media di dotazione delle altre città europee (in termini di metropolitane ogni 1.000 abitanti), dovrà attendere 80 anni".

Più positivo il commento verso le tratte ferroviarie della Regione gestite da Trenitalia, utilizzate da 540.000 pendoalari, quasi tutte tra i primissimi posti nella classifica delle più frequentate.  "Nel Lazio ci sono un totale di 383 treni, la cui età media è di 16,9 anni (a fronte di una età media nazionale di 17,2 anni) e nella nostra Regione il 27,1% dei treni ha più di 15 anni (il 69% in Italia)". Continua la nota: "Si sta infatti sostituendo ben l’80% del materiale rotabile grazie ai fondi regionali e al contratto di servizio che ha già permesso la messa su binario di 36 nuovi treni tra Jazz e Vivalto e di programmare la sostituzione di altri treni. Da nuovo contratto di servizio firmato alla fine del 2016 tra Regione e Trenitalia si prevede uno stanziamento annuale a Trenitalia di 225 mln di euro con un investimento complessivo di 539,2 milioni di euro (444,2 mln da Trenitalia e 95 mln dalla Regione Lazio) e grazie a queste risorse saranno acquistati 15 nuovi treni jazz, 114 nuove vetture Vivalto e sarà effettuato il revamping di 46 treni ad AF". 

“C’è un miglioramento sul fronte dei treni regionali del Lazio con il nuovo contratto di servizio tra Regione e Trenitalia al quale però corrisponde una sempre scadente offerta di spostamento per le linee gestite da ATAC a Roma" dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio "in più lo sviluppo della mobilità su ferro è completamente immobile nella capitale, considerando che nel 2016 non c’è stato neanche un metro di nuovi binari. È evidente che se gli investimenti sulle ferrovie regionali stanno dando un’accelerazione al miglioramento della qualità di viaggio sui treni nel Lazio, altrettanto non avviene a Roma. La capitale, a questo ritmo di messa su strada di nuovi binari, impiegherà 80 anni per adeguarsi allo standard delle grandi città europee; avviare la cura del ferro, cantierare nuove linee tramviarie e realizzare i prolungamenti già previsti delle metropolitante è indispensabile per provare a ridurre il gap e cambiare in meglio il volto della città intera”.

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