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Trasporti a dieta, meno soldi dalla Regione: “Metro e bus a rischio”

Meno 11% a Cotral, meno 10 milioni di euro alle ferrovie concesse, meno 117 milioni ad Atac: sono i numeri che rischiano di paralizzare i trasporti romani. Aurigemma: “A rischio bus e metro”

Il trasporto pubblico capitolino, nel caso in cui venissero confermati i tagli della Regione, "correrebbe un serissimo pericolo: alcune linee di bus potrebbero essere tagliate e le metro potrebbero aprire ma senza gli autisti. Sarebbe la paralisi". A parlare è l'assessore alla mobilità di Roma Capitale Antonello Aurigemma. Parole dure che ben fotografano il rischio che i tagli, regionali e ancor prima del governo centrale, potrebbero provocare sul trasporto pubblico locale.

Tale rischio a Roma si chiama paralisi: autobus ridotti, metro a scartamento ridotto, ferrovie concesse limitate, pullman extraurbani a singhiozzo. Insomma se fino ad oggi gli utenti dei mezzi pubblici e i pendolari hanno dovuto fare i conti con dei disservizi, molto presto tali disservizi potrebbero trasformarsi in blocchi. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire i motivi di quello che sembra prefigurarsi come un vero e proprio dramma.

TAGLI – In una situazione tutta da scrivere nei suoi rapporti con il governo Monti, la Regione Lazio ha presentato ieri un bilancio di emergenza per cercare di salvare il salvabile del trasporto pubblico. Parola d'ordine? Fare economia. Traduzione: si passa dai 700 milioni di spesa nel settore a 550. A finire a dieta tutti i settori.

COTRAL, ATAC E FS - "Su Cotral - ha spiegato l'assessore al Bilancio Stefano Cetica - abbiamo trovato una sintesi accettabile, un taglio dell'11%, passando così da 233 milioni a 208. Sulle Ferrovie concesse si passa da 94 milioni a 84 milioni. Abbiamo comunque deciso di non far gravare i tagli sulle società che gestiscono i trasporti nei piccoli Comuni". "Quello del Tpl è uno dei settori che sul quale ci sarà una razionalizzazione - ha ribadito la governatrice - perché ci sono 300 società locali". Non è esente da economie però l'Atac: l'anno scorso la Regione versò 305 milioni, quest'anno saranno 188. Un 'taglio' che vale il 17% dell'intero contratto dell'azienda di trasporti romana.

ALEMANNO - Secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno, Polverini "ha garantito che le cifre del taglio ad Atac sono provvisorie in attesa di un incontro tra Regione Lazio e Roma Capitale". "E' necessaria una reintegrazione del contributo al Tpl erogato dal Governo alla Regione - ha aggiunto. Sono fiducioso che tra noi, Governo e Regione troveremo una soluzione". Regione e Comune quindi torneranno a vedersi per parlare da un lato dell'ormai scontato aumento del biglietto, dall'altro di questi soldi.

RISCHIO BLOCCO – Sempre ieri a chi chiedeva alla Polverini se ci fosse un rischio blocco, la governatrice ha svicolato: “Stiamo ragionando con quelle che sono le risorse a nostra disposizione, con la consapevolezza che, a prescindere dai trasferimenti nazionali, questo è un settore che va riorganizzato perché nella sua complessità societaria è molto costoso". Occhi puntati, in ogni caso, su Palazzo Chigi. "Sono convinta che otterremo un risultato - ha concluso Polverini - Non credo che ci si possa permettere di avere un problema sui trasporti che esplode proprio in prossimità del Natale”.

IL PIANO ATAC -  Solo pochi giorni fa l'emergenza Atac sembrava risolta, con l'accordo con i sindacati e il ventilato aumento del biglietto. Questi nuovi tagli però metto a rischio il piano industriale. L'allarme è dell'amministratore delegato Carlo Tossti: “Qualora i tagli venissero confermati c'é il fondato rischio che salti il nostro piano industriale. Sono a rischio i contratti di servizio con Roma Capitale".


AURIGEMMA – L'allarmismo maggiore è però di Aurigemma che ai tagli annunciati della Regione, aggiunge altri possibili fondi in meno dal governo centrale: “I tagli - spiega - non sono quelli riportati dalla Regione che afferma di aver tagliato il 17%. Non si può calcolare la decurtazione sul totale di 628 milioni di euro, perché la Regione finanzia 305 milioni, la restante parte la mette Roma Capitale. In questo caso quindi il taglio è del 40% ed è insostenibile". Aurigemma auspica "l'apertura, quanto prima, di un tavolo di concertazione con la Regione. Il trasporto pubblico locale è uno strumento fondamentale per la mobilità capitolina. Bisogna rivedere la manovra - conclude - il trasporto ha già pagato troppo".

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