Trasporto disabili e la delibera che non c'è: "Siamo tornati alle tariffe del 2004"

Di venerdì mattina la commissione congiunta Mobilità-Politiche Sociali sul tema del trasporto disabili. Baldassarre: "Dobbiamo agire presto e bene". Stefàno: "Rivedere il regolamento al più presto"

La commissione in via di Capitan Bavastro

Ci sono i minibus collettivi, o i taxi individuali, ma senza un impianto normativo che regolarizzi il servizio, tariffe vecchie di 12 anni, e nessun confronto con comitati e associazioni. Tra le sfide dell'amministrazione a Cinque Stelle c'è anche il trasporto disabili. Una delibera dell'ex giunta Marino ha normato il settore fino a novembre 2015, dando all'utente la possibilità di scelta tra diverse modalità di erogazione del trasporto, una certa flessibilità oraria e un continuo faccia a faccia con le rappresentanze, riunite in un apposito Osservatorio. Ma era stata approvata in via sperimentale, è scaduta da 10 mesi. E da 10 mesi l'intero impianto poggia sul regolamento precedente, la deliberazione 25 del 2004. 

Sul tema si è espressa questa mattina l'assessore Laura Baldassarre, chiamata in audizione a una commissione congiunta Mobilità-Politiche Sociali. "La nostra urgenza è ripensare i criteri di accesso ai servizi, in coerenza con le nostre linee programmatiche, e con la convenzione Onu sui diritti dei disabili. Ho ascoltato tante criticità, dobbiamo agire presto e bene". A partire appunto dalla delibera 304/2014, non più in vigore dallo scorso novembre. Portò una serie di cambiamenti al servizio, fortemente richiesti da comitati e gruppi di cittadini che per mesi mandarono avanti un dialogo serrato con gli amministratori. 

In particolare fu regolarizzata la possibilità di scelta da parte dell’utente tra servizio collettivo gratuito, a carico di Roma Capitale con pulmini da otto-dieci posti, e servizio individuale, con compagnia di taxi selezionata da Roma Capitale. Quest'ultima con la novità del budget mensile, pari all’80% del costo standard calcolato per ogni utente sulla base degli spostamenti per lavoro, studio, terapia, sociale. E con la possibilità di accumulare sul budget del mese successivo i viaggi non utilizzati. Insomma, un primo tentativo di venire incontro ai singoli bisogni, che gli utenti avevano salutato con favore. Ma che da mesi non esiste più. "Dobbiamo rivedere il regolamento al più presto. E' sicuramente una delle priorità che ci siamo dati con l'assessorato" commenta Enrico Stefàno, presidente della commissione Mobilità, davanti alle associazioni convocate per la Commissione, che esprimono tutto il loro disappunto. 

"Era stata una conquista arrivata dopo mesi di battaglie, scontri, confronti, manifestazioni" scrive un gruppo di cittadini disabili presenti in aula per la Commissione, in un sunto della vicenda stampato su carta e distribuito ai presenti. "La delibera 304 aveva finalmente riconosciuto la libertà di scelta della modalità di trasporto più idonea. Ora il servizio è tornato nell'attualità a essere disciplinato dal regolamento comunale n.25 del 2004". Cosa prevede? Un tetto massimo di speso di 1100 euro per gli spostamenti verso il luogo di lavoro o 500 per la riabilitazione, "senza alcuna proporzionalità nè rispetto alla distanza casa-lavoro o casa-centro nè rispetto ai giorni effettivi di lavoro o fisioterapia e quindi rispetto al numero dei viaggi mensili". Tra l'altro con "budget mai rivalutati con adeguamento Istat"

La delibera scaduta normava anche il processo partecipato avviato con gli utenti. Fino a un anno fa un Osservatorio, composto da associazioni di disabili, sindacati, Consulta cittadina per le persone con disabilità e Dipartimento Politiche Sociali, si riuniva periodicamente per analizzare e discutere i dati riferiti al servizio, per verificarne le criticità e proporre eventuali modifiche all’assessorato. Un altro aspetto quello del confronto che la stessa Baldassarre ha inserito tra le priorità di intervento. "Tornare a dialogare costantemente con i nostri utenti è fondamentale. Ed è sicuramente il primo passo per rimetterli al centro dell'assistenza". 

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