Parco di Centocelle, il M5s non sposterà gli sfasci: "Trasferirli sarebbe inutile"

In Aula la bocciatura della richiesta avanzata da Sinistra Italiana per far ripartire l'iter di delocalizzazione. Montanari e Diaco: "Controlli e chiusure degli irregolari, ma il trasferimento non risolve il problema"

Sfasci parco di Centocelle

Niente trasferimenti. Gli autodemolitori della Capitale restano dove sono. Inutile spostarli,  "significherebbe semplicemente spostare il problema altrove". Lo dichiarano l'assessore Pinuccia Montanari e il presidente della Commissione Ambiente, Daniele Diaco, per giustificare la bocciatura della mozione presentata da Sinistra Italiana in aula Giulio Cesare. Un atto con il quale si chiedeva la riattivazione immediata dell'iter per la delocalizzazione degli sfasciacarrozze fuori dal Grande Raccordo Anulare. In particolare, con una certa urgenza, dei circa 20 che interessano il parco archeologico di Centocelle - interno al Comprensorio "Ad duas lauros", sottoposto a vincolo paesistico attraverso il D.M. del 21.10.1995 del Ministero dei Beni Culturali - che ne conta una quindicina sul lato di viale Palmiro Togliatti e altri tre all'estremità ovest dell'area. 

Dunque, l'Assemblea Capitolina dice no allo spostamento, e lo fa proprio nel giorno in cui l'ennesimo rottamatore ha preso fuoco nel quartiere Pietralata. Una posizione che ha lasciato i cittadini sbalorditi: come pensare di non allontanare attività inquinanti da un'area vincolata? Se ne parla da trent'anni, in un balletto di proroghe, concessioni, mappature, tavoli tra Comune e Regione, ma il piano licenziato negli anni '90 si è fermato all'individuazione di aree alternative possibili. Per il resto le azioni concrete fin'ora si contano sulle dite di una mano. E hanno portato ben poche soluzioni. "Trasferire in altro luogo l'attività di un autodemolitore che non rispetta i parametri ambientali (o comunque non in regola), infatti, lascerebbe inalterate tutta una serie di problematiche connesse all'inquinamento e in forte contrasto con il concetto di eco-sostenibilità proprio di questa Amministrazione" spiegano ancora gli amministratori Cinque Stelle. Cosa fare dunque?

"E' nostra ferma intenzione procedere con una serie di controlli che, al momento, hanno già portato alla chiusura di ben 13 autodemolitori irregolari nell'arco di un anno, mentre altri 35 saranno chiusi qualora non dovessero adeguarsi ai requisiti ambientali richiesti. Un risultato importante, se rapportato alle 2 attività chiuse durante la gestione Tronca". Così rivendicano il consigliere e l'assessore. Verranno effettuati dei monitoraggi a tappeto sui rottamatori esistenti (in totale un centinaio) intervenendo poi singolarmente con chiusure in caso di irregolarità o imposizioni per sanare laddove possibile. Questa l'idea a grandi linee. 

Inoltre, spiegano ancora, verrà convocata "un'apposita Commissione Ambiente e l'istituzione, oramai prossima, di un tavolo tecnico che analizzi il problema e individui le soluzioni più idonee ai fini di una sua adeguata risoluzione". Ma il parco di Centocelle, ricordano i comitati, è vincolato. "E' una follia pensare di non spostare gli sfasci - esclama su tutte le furie Roberta Ricci, del comitato Pac bonifica subito! - le parole di Diaco sono una resa totale e denotano inefficienza, inefficacia, mancanza di coraggio. Le attività del parco vanno spostate, non prorogate come è stato fatto per l'ennesima volta. E adesso addirittura si dice che il trasferimento è inutile. Una follia, non ho altre parole". Tradotto: per quanto si possa adeguare le attività a standard ambientali di un certo tipo, nel perimetro di quei 120 ettari non potrebbero insistere comunque. E' un parco, archeologico, vincolato. 


 

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