Torri Finanze all'Eur, Morassut: "Il progetto è fallito". Tutto in mano a Fintecna

In occasione della conferenza presso la Nuvola di Fuksas si è affrontato anche il nodo della 'Beirut' romana. L'ex assessore all'Urbanistica di Veltroni tra il pubblico

Terminare il Nuovo Centro Congressi, la Nuvola progettata dall'architetto Massimiliano Fuksas. Valorizzare il nuovo albergo che le sorge a fianco, la Lama. Basta spostare lo sguardo un po' più in là per chiedersi: gli edifici che ospitavano il ministero delle Finanze, oggi soprannominati 'Beirut' che fine faranno? La domanda è stata sollevata più volte questa mattina nel corso della conferenza sul turismo congressuale che l'amministrazione comunale ha organizzato proprio nei cantieri dell'opera. La risposta, però, non è arrivata.

A oltre cinque anni di distanza dal via libera al progetto di demolizione delle strutture per la realizzazione dei 'palazzi di vetro' di Vetroniana memoria progettati dall'architetto Renzo Piano, le concessioni a costruire in oltre cinque anni non sono mai state ritirate da parte della società mista pubblico privata Alfiere spa, al 50% in mano a Fintecna e al 50% della Progetto Alfiere spa formata da una cordata di imprenditori privati. "Apprendo qui l'annuncio del fatto che le Torri sono tornati del 100% in gestione Fintecna” spiega il deputato ed ex assessore all'Urbanistica di Walter Veltroni, Roberto Morassut, presente al convegno.

“Purtroppo questo progetto non è stato fortunato: vuoi per la difficoltà di mettere in piedi un simile progetto con così tanti soggetti in campo, vuoi soprattutto per la difficile congiuntura economica di questi anni. Purtroppo le Torri sono state un fallimento” continua Morassut. “Ora bisogna trovare una via d'uscita per evitare che questo scempio continui per altro tempo: puntare tutto sul pubblico può essere una strada ma bisogna vedere se si troveranno le risorse economiche per riqualificare il complesso". L'idea di trasformare le 'Torri' in abitazioni di lusso è ormai tramontata anche se l'alternativa, quella di tornare agli uffici è una strada ancora tutta da costruire: “L'idea di valorizzare quel complesso per poi finanziare la Nuvole e l'Eur è fallita. E' il prezzo della crisi. Gli imprenditori in campo si sono ritirati e ora siamo davanti a queste macerie. Dobbiamo solo capire se ora sarà possibile trovare fondi per riportare in vita questi edifici”.

Anche il sindaco Marino è intervenuto sulla vicenda: “L'aspetto di questi edifici non ha bisogno di ulteriori commenti. È ovvio che il Campidoglio si impegnerà in tutto ciò che potrà essere fatto per rendere Roma più appetibile per la convegnistica internazionale ed è chiaro che questa visione accanto alla Nuvola di Fuksas sia un obbrobrio di una Beirut post-bombardamento”. Poi un attacco a Alfio Marchini: “Ma i proprietari chi sono?”.  “Ligresti, Toti, Marchini" ha risposto Borghini riferendosi agli azionisti privati, la cordata di imprenditori che compone la società Progetto Alfiere spa. Così la risposta pungente del primo cittadino: “Ma Alfio Marchini di 'Amo Roma? O un parente? O un omonimo? Non può trattarsi di quell'Alfio Marchini che 'ama Roma, non può essere lui che lascia questa visione di Beirut. Sicuramente è un omonimo”.

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Le dichiarazioni hanno sollevato la replica del consigliere Marchini: "Come già abbiamo avuto modo di chiarire più volte pubblicamente durante la campagna elettorale, Alfio Marchini, purtroppo non possiede le "Torri delle ex-Finanze" come afferma con la consueta inadeguatezza e superficialità il sindaco uscente Ignazio Marino. Alfio Marchini aderì all'iniziativa guidata da Fintecna con una partecipazione per di più di minoranza sul 9% del progetto di ristrutturazione. Inoltre,essendo Alfio Marchini in totale disaccordo sulla gestione del progetto fin dal 2009, si è dissociato anche formalmente dalle scelte strategiche e progettuali.Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino dimostra ancora inadeguatezza, superficialità e confonde come tutti i permalosi le questioni politiche con squallidi attacchi personali".

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