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Un piano di zona della capitale (Immagine di repertorio)

Un piano di zona della capitale (Immagine di repertorio)

Piano di zona Tor Vergata, il Tar respinge il ricorso dei costruttori contro il Comune: "Gli affitti vanno abbassati"

Tra le società che hanno realizzato i due comparti il Consorzio Cesp di servizi srl del costruttore Maggini

La rettifica al ribasso dei prezzi degli affitti per le case costruite nei piani di zona della capitale decisa dal Comune di Roma è legittima. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo del Lazio che ha respinto il ricorso di tre società costruttrici, la Consorzio Cesp di Servizi srl, la Immobiliare Grecale 2010 srl e la Immobiliare C3po srl, che hanno realizzato alcune costruzioni nel piano di zona di Tor Vergata (Comparto G e K). Confermate le precedenti pronunce della giustizia amministrativa, compresa una decisione del Consiglio di Stato che ha stabilito che i "beneficiari finali dei contributi" sono gli "inquilini degli immobili e non le cooperative incaricate" di realizzarli. Per questo, così come previsto per legge, il contributo "deve essere scontato" dal prezzo di cessione "determinando una conseguente riduzione del canone". 

Non si tratta di immobili qualsiasi. L'ex legale rappresentante della società Consorzio Cesp di servizi srl è il costruttore Agostino Maggini. Proprio per la realizzazione dei comparti G e K a Tor Vergata, insieme al quartiere Ponte Galeria e a Torresina 2, quest'ultima per la società Torrenova 3000 srl, nell'aprile scorso il pm Francesco Dall'Olio ha avanzato a carico dell'imprenditore una richiesta di rinvio a giudizio con l'accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per il pm il costruttore avrebbe conseguito “ingiusto profitto” non sottraendo dal canone di locazione di appartamenti realizzati in regime di edilizia agevolata il finanziamento pubblico. 

Il 22 luglio è stata pubblicata la sentenza del Tar del Lazio. Contro la richiesta delle tre società edilizie si sono schierati anche 40 inquilini. Le palazzine in questione sono state realizzate in parte con finaziamenti stanziati dal ministero delle Infrastrutture in quanto abitazioni destinate a dipendenti dello Stato impegnate in attività di lotta alla criminalità organizzata, "con priorità per coloro che vengono trasferiti per esigenze di servizio". La convenzione è stata firmata nel 2000. Dopo 14 anni, nel dicembre del 2014 Roma Capitale ha approvato in autotutela le nuove tabelle dei prezzi con efficacia retroattiva. La "mancata detrazione del finanziamento statale incideva negativamente sui cittadini, gravati dal pagamento di canoni molto più elevati rispetto a quelli dovuti per legge", si legge nella sentenza.

"Le tabelle presentate dalla società ricorrente [...] e approvate da Roma Capitale", continua il documento "sono state frutto di un errore tale da giustificare una modifica con effetto retroattivo". Scrive ancora il tribunale "non appare dubitabile che la disponibilità dell’importo corrispondente al contributo consenta alle cooperative [...] di ottenere un abbattimento dei relativi costi di costruzione e che di tale abbattimento non possa non tenersi conto ai fini della determinazione del canone da praticare gli inquilini". Accogliendo la richiesta di revoca "si perverrebbe alla conclusione secondo cui il contributo [...] rappresenterebbe una sorta di puro e semplice ‘premio’ per la cooperativa". 

"Alla luce di questa sentenza il Comune e la Regione devono agire nei confronti dei costruttori per porre rimedio", la parole dell'avvocato Vincenzo Perticaro, che difende gli inquilini. "Ricordo che si tratta di appartamenti destinati alle forze dell'ordine con un danno finanziario che persiste a tutt'oggi. Il costruttore non sta applicando il decreto ministeriale dell’8 maggio 2014 sia per Torresina 2 che per Tor Vergata ed il Campidoglio non ha ancora pubblicato i nuovi prezzi massimi di cessione per Torresina. Eppure molti degli inquilini di questi quartieri potrebbero vedere i loro affitti calare in modo consistente. Di fronte a tale situazione nessuno dei due enti, Regione e Comune, ha comminato una sanzione al costruttore. Chiediamo la revoca della convenzione da parte del Comune e la revoca del finanziamento da parte della Regione. Se non sarà applicata la legge ho mandato per chiedere il danno erariale alla Corte dei Conti nei confronti dei soggetti preposti".

"La magistratura a tutti i livelli sta respingendo i ricorsi di queste società", il commento di Angelo Fascetti, di Asia Usb, sindacato che da tempo difende gli inqulini dei piani di zona. "Nonostante questo Comune e Regione lasciano in mano alla magistratura il rispristino della legalità e non intervengono mettendo in campo i provvedimenti previsti per legge".

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