menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Tor Vergata, una "Silicon Valley" italiana con i fondi del Recovery Plan: il Demanio lancia la proposta

L’agenzia del Demanio pensa ad un “Città della conoscenza” per riqualificare un'area di 80 ettari, mettendo a sistema le eccellenze tecnologiche e scientifiche del quadrante

Approfittare dei fondi del Recovery Plan per realizzare un organico intervento di recupero urbanistico dal forte impatto socio economico. L’Agenzia del Demanio sta valutando l’ipotesi di candidare l’area di Tor Vergata, che la legge di Bilancio 2021 prevede di assegnargli, all’esame del governo.

L'area di Tor Vergata

La zona che dovrà gestire il Demanio si sviluppa su una superficie di circa 80 ettari e si presta  alla tessitura di una rilevante strategia di rigenerazione e innovazione urbana. L’area in questione, oggi in gran parte degradata, si trova ad un crocevia importante. È situata in prossimità di rilevanti strutture di ricerca quali la sede dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e laboratori dell'Ente Nazionale per l'Energia Alternativa (Enea), e si proietta lungo la direttrice che muove dal prestigioso Centro Universitario esistente, verso la direzione del polo di ricerca avanzata e di innovazione di Frascati, dove gravitano rilevanti Istituzioni di ricerca internazionale come l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), lo European Space Research Institute (Esrin) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), nonche' le principali infrastrutture di ricerca del predetto Enea. 

La città della conoscenza

Non solo. A pochi passi ci sono sia le facoltà del secondo Ateneo capitolino che le strutture ospedaliere del Policlinico. Pertanto, in estensione alle sedi dell'Università e del Policlinico di Roma Tor Vergata, si potrebbe realizzare un progetto organizzato, finalizzato alla costituzione di una vera e propria “Città della conoscenza”. Una “Silicon valley italiana” che punti alla promozione di un distretto per lo sviluppo di incubatori di impresa innovativa e per la diffusione dei processi di trasferimento tecnologico a beneficio del tessuto imprenditoriale.

L'Agenzia del Demanio, pronta a mettere in campo la propria Struttura Nazionale di Progettazione per l'alta sfida di realizzazione di una 'Silicon Valley' italiana, sta analizzando gli scenari di rifunzionalizzazione e utilizzo per la progettazione e verifica di fattibilità tecnico-economica del futuro Hope Campus che potrà ospitare anche nuovi avanzati laboratori e infrastrutture di ricerca.

"L'area merita la proposizione e l'attuazione di un grande progetto di riqualificazione e sviluppo, da sottoporre al più ampio dibattito e concertazione degli organi accademici e territoriali interessati. Si tratta comunque di un'operazione dalle potenzialità straordinarie” ha rimarcato  il direttore dell'Agenzia del Demanio Antonio Agostini- che pertanto merita “di esser considerata” dalle progettualità “per la messa  a punto  del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Impresa e progresso dal volto umano

Un “Hope campus” ha spiegato Agostini, che “si ispira e rende onore alle parole che nel 2000 San Giovanni Paolo II pronunciò in questi luoghi durante il memorabile raduno e Giornata Mondiale della Gioventù, incitando i giovani a non avere paura del futuro e a sentirsi il vero 'sale della terra'” ed a rendersi protagonisti “di una fraternità  basata su un equilibrato progresso della conoscenza e di un modello di impresa a valore aggiunto e 'dal volto umano”

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento