Topi, cosa ha fatto la giunta Raggi per disinfestare la Capitale

Un piano di intervento sarebbe in fase di elaborazione. Fino a oggi però gli strumenti messi in campo non sembrano essere stati sufficienti a vincere la guerra ai ratti

E' la solita piaga che ritorna puntuale tra le grane da risolvere di ogni amministrazione. I topi che scorrazzano beati intorno ai secchioni, che spuntano tra i cespugli dei parchi pubblici, che arrivano a mordere un bimbo mentre gioca al giardino, come accaduto a Villa Gordiani. Il caso è stato segnalato giorni fa dal ministro alla Salute Lorenzin che ha approfittato per attaccare la sindaca Raggi. A stretto giro la replica: "Servono fondi speciali per Roma". E la puntualizzazione: "Noi stiamo facendo la nostra parte". Ovvero?

Dieci mesi di governo e la questione ratti è ancora in larga parte da affrontare. La prima cittadina con il problema aveva familiarizzato appena insediata. L'11 luglio una delle sue prime uscite pubbliche a Tor Bella Monaca, a seguito di un video girato da un gruppo di bambini che "giocava" con i topi tra i rifiuti. Nel frattempo però le azioni messe in campo non sembrano essere state sufficienti a vincere la "guerra al sorcio". L'assessore all'Ambiente, Pinuccia Montanari, ha parlato al Messaggero di un piano di disinfestazione in fase di elaborazione. Attualmente siamo al primo step, quello dei fondi ai municipi, circa 500mila euro nel bilancio già assegnati alle 15 circoscrizioni, ma solo per quanto concerne gli interventi nelle scuole. Strade e verde pubblico invece?

Fino a un anno fa, lo ricordiamo, gli interventi di derattizzazione venivano gestiti dai municipi con i fondi di Amacard, somme extra bilancio stanziate da Ama con uno strumento che consentiva di trasformare le sanzioni inferte per inadempienze alla municipalizzata in servizi extra rispetto al contratto di servizio. Ma già sotto il commissario Tronca si è deciso di tornare ad accentrare la mansione. Così le risorse sono tornate agli uffici capitolini del dipartimento Ambiente. A questo punto le strade sono due, ed è lo stesso dipartimento a metterlo nero su bianco in una lettera (datata 23 marzo 2017) a firma del direttore Pasquale Pelusi indirizzata ai vari dipartimenti e al Gabinetto del sindaco.

"Gli ulteriori servizi afferenti alla gestione dei rifiuti, ma non coperti da TaRi possono essere svolti da AMA sulla base di specifiche convenzioni" si legge nel documento. Tra gli "ulteriori servizi" non coperti dalla tassa sui rifiuti rientrano anche i servizi di derattizzazione. "Si evidenzia che l'insieme dei servizi inerenti l'igiene urbana ma non afferenti alla gestione dei rifiuti urbani e pertanto non inclusi nell'affidamento in house, dovranno essere affidati attraverso gare ad evidenza pubblica da parte delle strutture capitoline che necessitano dei suddetti servizi e da finanziarsi con risorse dedicate". 

Dunque si può procedere tramite specifiche convenzioni con Ama, isolando fondi specifici a bilancio. Un primo tentativo è stato fatto dall'assessorato con una delibera portata in Consiglio. L'intento era riaffidare alla partecipata i fondi avanzati di Amacard, quelli rientrati nelle disponibilità del dipartimento un anno fa. Ma l'atto è stato bocciato dalle opposizioni e finito all'attenzione di Anac. L'altra opzione è mettere gli stessi fondi a bando, come suggerisce il direttore del dipartimento, ma anche questa strada al momento è impercorribile. Tocca attendere il pronunciamento dell'Anticorruzione. 


 

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