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L’ex TMB Salario oltre i rifiuti: nel futuro gli uffici di Ama e un parco sul fiume

La conferma arriva dall'amministratore unico della Municipalizzata , Stefano Zaghis, intervenuto alla riunione dell'Osservatorio No Tmb. Il minisindaco Caudo: "Area della Salaria grande valore che non va disperso"

Prima l’incendio che lo ha distrutto e reso inutilizzabile, poi la revoca dell’autorizzazione: il TMB Salario si lascia alle spalle i rifiuti. L’ex impianto di trattamento meccanico biologico sarà riconvertito e al suo interno non sarà più prevista alcuna lavorazione degli scarti della Capitale. 

Il TMB Salario si lascia alle spalle i rifiuti

A rassicurare il territorio sul futuro di quel sito che per otto lunghi anni ha asfissiato la zona con i suoi miasmi è stato Stefano Zaghis, amministratore unico di Ama, intervenuto ad un incontro dell’Osservatorio No Tmb a Piazza Sempione. 

“L’obiettivo di Ama è quello di razionalizzare e ottimizzare il proprio patrimonio, salvaguardando l’interesse pubblico. Questo significa anche diminuire sensibilmente la quota destinata all'affitto per aumentare quella di nostra proprietà. In tale cornice – ha detto - si inseriscono chiaramente le prospettive per il futuro dell’impianto ex Tmb sulla Salaria come palesemente espresso nelle linee guida presentate recentemente al nostro azionista Roma Capitale”

TMB Salario: nel futuro gli uffici di Ama

L’idea è quella di creare al 981 di via Salaria un centro polifunzionale, anche con uffici, “che rispetti tutti i necessari criteri di sostenibilità ambientale"

Raggi lo aveva annunciato un mese dopo il rogo che ha devastato il TMB. "Prato verde, biblioteca, asilo nido, una sala per gli incontri pubblici a disposizione dei cittadini, un edificio all'avanguardia dal punto di vista ambientale. E’ il nuovo centro direzionale di Ama” – aveva scritto prendendo a modello il progetto contenuto in una tesi di laurea di un ingegnere dipendente della Municipalizzata. 

Dal Salario lo sbocco sul fiume

Le intenzioni ci sono. Ama inoltre si è mostrata anche aperta alla possibilità che una parte dell’area venga riservata alla fruizione del fiume “a favore di quelle stesse persone che per anni nel quartiere hanno visto la propria quotidianità soccombere sotto gli ammorbanti miasmi del Tmb” – ha sottolineato il presidente del Municipio III, Giovanni Caudo. 

Via Salaria da strappare alla desertificazione

L’idea del Roma Montesacro, fresco anche della recente riconversione dell’ex cartiera, trasformata da fatiscente centro per rom a polo culturale, è quella di evitare la desertificazione di via Salaria valorizzando un’arteria ricca di aziende. 

“Dalla chiusura dell’Impianto sono molti i segnali di ripresa di un’area che sembrava destinata alla desertificazione. La Salaria, infatti, con i suoi circa 4500 addetti, è un’arteria dall'altissima valenza occupazionale e commerciale spesso, come nel caso dell’Istituto Poligrafico, ad altissimo valore aggiunto. Non solo, è anche il punto della confluenza tra il Tevere e l’Aniene, i due fiumi di Roma che ne tratteggiano l’enorme potenzialità ambientale. Un’area dal grande valore trasversale, troppo perché si possa accettare di disperderlo” – ha aggiunto il minisindaco. 

“Luci sulla Salaria” – lo slogan scelto dal Municipio III per insistere sul nuovo volto della strada, troppo spesso associata solo al diffuso fenomeno della prostituzione.

“Intendiamo fare pressione sulla Sindaca Virginia Raggi per proporre una linea di indirizzo per questa zona di cui possa beneficiare l’intera città. Non desideriamo rimanere inerti ma intendiamo vigilare sul nostro futuro anche con un gruppo di monitoraggio formalmente costituito in dialogo con Ama. Ciò che davvero importa e che a gran voce continuo a ripetere è – ha ribadito - accendiamo le luci sulla Salaria!”. 
 

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