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Tiber metro, la linea di trasporto per andare su acqua dall'isola Tiberina a Ponte Milvio

Sette chilometri per il servizio di trasporto fluviale: Roma Capitale si candida come capofila del progetto

Il catamarano progettato dall'architetto Carlodalatri

"Questo fiume ci serve o non ci serve?". La risposta al tormentone lanciato da Armando Feroci nel film Gallo Cedrone sembra finalmente aver trovato una risposta: ci serve come infrastruttura per il trasporto pubblico. E’ questo l’obiettivo cui ambisce “Tiber Metro” il progetto che gli architetti Paolo Carlodalatri e Fabrizio Venditti hanno sottoposto alla commissione Mobilità di Roma Capitale.

Il tratto navigabile

L’idea, ancora ad un livello embrionale, non prevede il ricorso ai classici battelli a motore. L’intenzione è infatti quella di puntare su dei catamarani che, per la loro struttura, sono in grado di accogliere molti passeggeri. Saranno inoltre mezzi green, dunque elettrici. E serviranno a mettere in comunicazione il tratto compreso tra l’Isola Tiberina e Ponte Milvio: oltre 7 chilometri che, gli automobilisti, impiegano mediamente venti minuti a percorrere.

Un progetto da sviluppare

Con il catamarano “da ponte Garibaldi a ponte Milvio, da un punto all’altro del percorso - hanno spiegato i proponenti durante la Commissione - si finirebbe per risparmiare  molti minuti di tragitto rispetto al trasporto su gomma”. Esattamente quanti sia il tempo risparmiato, per ora, non è possibile saperlo:il progetto va sviluppato e pertanto non sono disponibili informazioni sulla “velocità commerciale” - si è solo ipotizzato possano raggiungere i 60 km/h - nè sulla capacità di trasporto. Tuttavia sono già intuibili le sue potenzialità.

I vantaggi del Tiber Metro

I catamarani, a giudicare dai rendering mostrati in commissione Mobilità, farebbero largo uso di pannelli fotovoltaici. Ricorrendo quindi all’energia elettrica, finirebbero per essere un mezzo praticamente a impatto zero. A differenza delle auto che circolano sul lungotevere, i catamarani poi hanno il vantaggio di non restare incolonnati. Ciò significa che possono garantire regolarità nelle frequenze di passaggio, cosa che finirebbe per renderli competitivi sul piano trasportistico. Altro punto di forza è legato alla possibilità di renderli intermodali, obiettivo che si raggiungerebbe realizzando dei nodi di scambio con i mezzi di superficie. Ad esempio sistemando un approdo all’altezza di Corso Vittorio, a poca distanza dalla prevista fermata della metro C.

La fattibilità

Sembra troppo belle per essere vero. L'ipotesi è suggestiva, ma ora deve esserne vagliata la fattibilità. Tuttavia non si tratta di una soluzione surreale. Com’è stato ricordato dall’architetto Carlodalatri, “ci muoviamo in un campo che è innovativo ma che già presenta dei casi concreti. Da Strasburgo a Parigi, da Sidney ai laghi Svizzeri, ci sono esempi da studiare e possiamo utilizzare anche le esperienze altrui”.  Sapendo, però, che Roma ha delle peculiarità. Ad esempio quella dei Muraglioni sul Tevere che, giocoforza, necessitano di uno studio attento all'accessibilità in banchina. Ma non è impossibile. Anche perchè, è stato ricordato, in passato era stato anche ipotizzata la creazione di una stazione metropolitana all’altezza del Tevere, con accessi da Corso Vittorio Emanuele e da via della Conciliazione. 

L'interesse del Campidoglio

Cosa serve dunque per sviluppare il progetto? I suoi promotori hanno intanto auspicato l’interessamento di un soggetto istituzionale che possa farsene capofila. “L’ idea è interessante  e va sviluppata per le implicazioni che ha sul piano del trasporto intermodale - ha dichiarato Enrico Stefàno, presidente della commissione Mobilità - Ma anche per le ricadute che potrebbe avere sulla filiera della ricerca e dell’innovazione” aspetto tutt’altro che secondario, visto che questi catamarani andrebbero costruiti. “Porteremo in aula un atto di indirizzo per favorire lo sviluppo di questo progetto che va approfondito sul piano tecnico, magari grazie anche al contributo delle nostre partecipate, come l’Agenzia per la mobilità e Risorse per Roma”.

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