Tevere, De Lillo: “fondi dall’UE per il ripristino degli argini”

L'assessore all'Ambiente: “siamo in contatto con Antonio Tajani per richiedere gli stanziamenti richiesti”. Il Consigliere del Pd, Athos De Luca intanto attacca la giunta Alemanno: “passata la piena, i danni restano, ma la giunta fa finta di niente”

A pagare l’emergenza post Maltempo non sarà solo il Comune. Sono infatti febbrili le trattative per attingere dai fondi Ue in particolare per ripristinare gli argini de Tevere.

 “Per fare fronte all'emergenza e intervenire sul Tevere, oltre a fondi previsti nel bilancio di assestamento, il Comune di Roma sta facendo richiesta per usufruire delle risorse messe a disposizione da altri due fondi europei”, ha spiegato l’assessore alle politiche ambientali del Comune di Roma, Fabio De Lillo. 

“Siamo in contatto con gli uffici di Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea con delega ai Trasporti, per richiedere altri stanziamenti tramite i progetti Marco Polo e Naiades, che prevedono erogazioni a fronte della presentazione di specifici progetti di ripristino, sul trasporto fluviale e anche per il rafforzamento degli argini”.

“Esistono poi i fondi del Por Lazio che devono essere attivati dalla Regione. Ribadisco che si è trattato di una situazione eccezionale che ha richiesto interventi eccezionali. Per il lavoro di pulizia degli argini possiamo contare sull’Ama e hanno dato la loro disponibilità anche vari soggetti, che a titolo commerciale da anni operano sul Tevere”.

Le dichiarazioni di De Lillo sembrano in qualche modo rispondere alle dichiarazioni di ieri del consigliere del partito democratico al Comune di Roma, Athos De Luca, che ha accusato la giunta capitolina di aver dimenticato i danni causati dalla piena del Tevere.

“La piena del Tevere è passata ma ha lasciato dietro di sè molti danni. Ha distrutto le banchine per la navigazione dei battelli ed ha lasciato tonnellate di rifiuti, immondizia e buste di plastica fin sopra la cima degli alberi, mostrando un panorama di degrado che deve essere subito bonificato. L'amministrazione capitolina sembra girarsi dall'altra parte, non avendo previsto, sia nell' assestamento di bilancio, che nei trenta milioni concessi all'Ama per la pulizia delle strade di predisporre dei fondi indirizzati al riassetto del fiume e dei suoi argini, bocciando oltretutto i nostri emendamenti a favore di un finanziamento”.

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