rotate-mobile
Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Politica

Tevere: nella diga “acchiappa plastica” finite migliaia di pesci morti

Pesci morti "intercettati" prima di arrivare al mare. Dovranno essere smaltiti dal comune di Fiumicino

Quanti sono i pesci che giovedì 26 agosto, all’indomani del temporale che ha imperversato sulla Capitale, sono improvvisamente morti? Difficile procedere ad una stima precisa. Ma c’è un’immagine che è in grado di rendere l'idea di quanto sta accadendo ed è quella scattata nella diga posizionata dalla Regione Lazio per contenere i rifiuti che galleggiano sul Tevere.

I pesci morti finiti che dovrà smaltire Fiumicino

“In questi giorni la barriera ha fermato i pesci morti nel Tevere lungo tutto il corso del fiume, a partire dal centro di Roma. Stiamo provvedendo a smaltire le carcasse della barriera in collaborazione con la Asl e con le altre Istituzioni interessate” ha twittato Cristiana Avenali, responsabile regionale dell’Ufficio di scopo del Tevere che ha poi aggiunto “è davvero impressionante”. Lo smaltimento dei pesci morti, non è un problema secondario, vista la quantità di carcasse raccolte. Ma la diga si trova a Fiumicino e dovrà essere il comune aeroportuale a gestirne lo smaltimento. 

In attesa delle analisi

Al posto della plastica, questa volta la diga ha intercettato un numero indefinito di pesci, sicuramente superiore al migliaio di esemplari. Tutti di dimensioni medio grandi perché, probabilmente, sono gli esemplari adulti ad aver pagato il dazio maggiore. Le cause della moria, che ormai ciclicamente si ripete, vanno investigate. La Polizia locale ha fatto sapere di aver percorso il fiume, già il 26 agosto, insieme ad Arpa ed Asl Rm1. Queste ultime hanno prevelato campioni, relativamente di acqua e di carcasse che dovranno ora essere analizzate.

I pesticidi sul banco degli imputati

In assenza di conoscere l’esito delle analisi, il WWF di Roma ha ipotizzato che a causare la morte dei pesci siano stati i pesticidi utilizzati in agricoltura. Con il temporale sono finiti a valle, raggiungendo i fiumi che in questa stagione hanno  una scarsa portata idrica. Le sostanze chimiche, ingerite in maggiore quantità dagli esemplari adulti, hanno finito per ucciderli. Si tratta di un fenomeno che, tra il giugno 2020 e l’agosto 2021, si è già verificato tre volte.

Che fine fanno i pesci morti

“Fenomeni estivi, come questo, vanno trattati in maniera adeguata con delle soluzioni ad hoc perché in estate” ha ricordato Paula De Jesus, candidata presidente con RivoluzioneCivica nel Municipio X. De Jesus, oltre a ricordare che potrebbero rivelarsi utili le “128 stazioni sulle quali l'ARPA effettua, con cadenza mensile, campionamenti e analisi di tipo biologico e chimico fisico”, ha posto anche un altro tema. “Dove finiranno tutti questi pesci morti divenuti rifiuti speciali, visto che le discariche sono tutte piene?”. La domanda non è peregrina soprattutto ora che, i romani, rientrando in città, torneranno a conferirvi i propri di rifiuti. Ma sarà appunto Fiumicino a doversi occupare dello smaltimento di questi pesci finiti nella diga posizionata sul Tevere.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tevere: nella diga “acchiappa plastica” finite migliaia di pesci morti

RomaToday è in caricamento