Politica Marconi / Lungotevere di Pietra Papa

Baraccopoli sul Tevere, aumentano i rifiuti sulla sponda Marconi: “Si rischia disastro ambientale”

L’insediamento abusivo sulla riva è in espansione. EcoItaliaSolidale: “Va sbloccato accordo Regione Comune su gestione sponde”

I rifiuti sul Tevere. Foto del 23 gennaio 2021 di P. Benvenuti

Plastiche, pneumatici, rifiuti pericolosi. C’è un insediamento abusivo a Marconi che sta mettendo a dura prova la riva del Tevere. E che in prospettiva rischia d'ingenerare serie conseguenze sul piano ambientale.

L'insediamento abusivo

I materiali lasciati tra i canneti sono quelli prodotti da un insediamento abusivo. L’ennesimo che si crea sotto lungotevere di Pietra Papa, sulla riva opposta di Tiberis, la spiaggia che per tre stagioni l’amministrazione ha attrezzato sul fiume. Gli alloggi realizzati con materiale di fortuna, per ripararsi dal freddo, sono aumentati.

Le nuove segnalazioni

 “Abbiamo più volte annunciato che in questi giorni si sta nuovamente creando una vera e propria baraccopoli illegale sulle  sponde del Tevere,  all’altezza di ponte Marconi” ha commentato Piergiorgio Benvenuti, ex numero uno di Ama ed ora presidente del movimento EcoItaliaSolidale. “Ci sono tonnellate di rifiuti che invadono la sponda, come verificato con un sopralluogo effettuato nella mattina del 23 gennaio”. Le immagini scattate da EcoItaliaSolidale mostrano la presenza di baracche di legno, l’accensione di fuochi, i rifiuti sparsi intorno all’insediamento.

I rifiuti trascinati dal Tevere

La recente piena, ha già finito per “ripulire” le sponde dalle tonnellate di materiale che si era accumulato. Trascinati dall’acqua sono finiti in mare aperto. Altri, per effetto delle correnti, si sono arenati sulla rive di Fiumicino, dove c’è la foce del Tevere. Un disastro che, in assenza di provvedimenti, rischia di ripetersi.

La gestione delle rive del Tevere è un tema dibattuto. Gli sforzi prodotti per cercare di riqualificare il fiume, finiscono per naufragare sotto i colpi di una burocrazia che non concede sconti. E che mette alla berlina ipotesi legate alla riqualificazione ed alla promozione del Tevere, tanto sul piano ambientale, quanto su quello infrastrutturale. 

La gestione del fiume

Le continue segnalazioni per ora non hanno sortito alcun effetto. “Ci si chiede a fronte di queste nostre denunce cosa sta facendo il Comune di Roma, l’Ufficio Speciale Tevere, a che punto è il protocollo d’intesa sottoscritto  fra Comune e Regione per la gestione dei greti dei fiumi” hanno sottolineato Piergiorgio Benvenuti e la campionessa mondiale di marcia Giuliana Salce. Un nodo da sciogliere prima di tornare ad annunciare faraonici, e costosi, progetti di rigenerazione.

La priorità resta la salvaguardia del fiume. Da mettere in campo, attraverso progetti mirati a manutenzioni puntali. E, nel caso specifico, anche attraverso la rimozione di rifiuti che, rischiando di finire in acqua, rappresentano una minaccia ecologica.

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