Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica Tor Bella Monaca

"Quel terreno non è agricolo". Nel bando per le terre pubbliche ai giovani spunta un errore

Il presidente del municipio Franco avverte il Campidoglio del rischio di contenziosi miliardari. Alfonsi replica e promette nuove verifiche

L’area verde tra Tor Bella Monaca e Torre Angela, inserita nel bando comunale sulle “terre pubbliche”, non è destinata a fini agricoli. E se il Comune non la ritira dall’avviso pubblico, rischia d’incorrere in un danno erariale. E’ questo il campanello d’allarme che, il municipio VI, ha cominciato a suonare all’indirizzo dell’assessora Sabrina Alfonsi che smentisce ma, al tempo stesso, promette nuove verifiche.

Il bando sulle terre pubbliche

La titolare della delega all’agricoltura di Roma Capitale, lo scorso venerdì 27 ottobre, ha annunciato l’uscita di un atteso bando. A distanza di 9 anni da una simile iniziativa, lanciata in quel caso dal sindaco Marino, la giunta Gualtieri ha previsto di destinare 4 terre di proprietà comunale alle realtà interessate a coltivarli. Sono 90 ettari e, in 3 casi su 4, sono superfici messe a disposizione delle realtà “under 40” interessate, per i prossimi 15 anni, a prendersene carico. Solo che uno di questi terreni, secondo quanto asserito dal presidente municipale Nicola Franco, non è più disponibile. Ed il comune deve, quindi, provvedere quanto prima a stralciarlo.

L'area a bando non é più agricola

Tra le aree scelte, “quella di Tor Bella Monaca – Torre Angela” per il minisindaco del municipio VI “desta preoccupazione, perché nel Piano Regolatore Generale (PRG)  non è destinata a uso agricolo”. Ed è per questo che “il municipio chiede con fermezza il ritiro della zona di Tor Bella Monaca – Torre Angela dal bando in autotutela”. Perché, ha spiegato Franco durante il programma “Gli Inascoltabili” di Radio Roma Sound, “Nel caso si andasse a bando e vincesse un progetto su quell’area, il comune di Roma sarebbe dunque costretto a risarcire la mancata realizzazione, procurandosi autonomamente un cospicuo danno erariale”.

Cos’è previsto che si realizzi in quei terreni? L’area “era stata ceduta dai privati al Comune di Roma per realizzare attrezzature pubbliche a servizio dei quartieri di Torre Angela e Tor Bella Monaca nell’ambito di un Programma di Recupero Urbano”. Secondo il minisindaco è il PRU “più rilevante di tutta Roma” e prevede “un contributo a carico del privato per oltre 47 milioni di euro, espressamente destinato alla realizzazione infrastrutture e attrezzature pubbliche”.

Cosa sono i Programmi di recupero urbano

I Programmi di recupero urbano  (PRU) sono dei piani finalizzati principalmente alla riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale pubblico. Interessano, nella proposta di recupero, anche aspetti urbanizzativi, finalizzati all’ammodernamento della rete di trasporto pubblico all’accessibilità stradale ed a questione finalizzate al miglioramento del paesaggio urbano. Quello di Tor Bella Monaca è tra gli 11 che interessano quartieri periferici che, a Roma, si trovano a cavallo o all’esterno del raccordo anulare, da Corviale a Laurentino, passando per Valle Aurelia e Labaro.

Cosa è previsto sul terreno di Tor Bella Monaca

Quello di Tor Bella Monaca “si basa sul recupero degli insediamenti edilizi esistenti – si legge sul sito di Roma Capitale – anche attraverso la dotazione di nuove funzioni sociali e la valorizzazione delle presenze ambientali”. Nello specifico necessita di interventi come uno svincolo che consenta di accedere alla fermata Giardinetti delle Metro C e di altri due svincoli, con il raccordo anulare, rispettivamente sulla Prenestina e sulla Casilina. Quest’ultimo, ha osservato Franco, è una delle opere “più importanti” ed è “in corso di attuazione da parte di Anas”. Tra l’altro – ha sottolineato il minisindaco durante la trasmissione – questo intervento “vede impegnato lo stesso Comune di Roma grazie ai 12 milioni di Euro provenienti da questo contributo privato”.

I casali della Città della Conoscenza

Altra parte dei contributi privati è stanziata per i casali abbandonati dell’area” ha proseguito Nicola Franco. Il bando dell’assessore Alfonsi li descrive ‘in pessimo stato di conservazione ma organizzati a formare un centro aziendale molto interessante per i possibili usi ai fini produttivi’. Ma quei casali “erano stati individuati dal Municipio, in accordo con l’Università di Tor Vergata ed i centri di ricerca, per la realizzazione di 14.000 mq di laboratori di ricerca, come primo segmento della Città della Conoscenza, in grado di creare circa 15.000 nuove opportunità lavorative”. 

Il rischio che corre il comune

Il PRU di Tor Bella Monaca si sviluppa su un’area ben più ampia (65 ettari) di quella che interessa il bando delle terre (12,5 ettari) ma sembrerebbe comprenderla. L’accordo di programma, però, risale a molti anni fa, visto che è stato pubblicato alla fine del 2005: molto prima del bando delle terre. Cosa si rischia con questa sovrapposizione? Se andasse a buon fine il bando di Alfonsi, “Roma si troverebbe obbligata a risarcimenti miliardari a favore dei privati che da tanti anni si sono costantemente impegnati per attuare queste previsioni urbanistiche” ha pronosticato il minisindaco.

La replica del Campidoglio

L’assessora Alfonsi, intervenuta sulla stessa emittente radiofonica, ha replicato all’amministratore di prossimità. Dopo aver ricordato l’importanza del bando per l’assegnazione delle terre, ha sostenuto che “quello è assolutamente un terreno agricolo, che non fa parte di nessun’altra progettazione”. Ma allo stesso tempo ha dichiarato il proposito di far verificare le affermazioni di Franco. “Sicuramente l’ufficio verificherà ancora” ha dichiarato Alfonsi che ha ipotizzato “un tema burocratico” perché se su quei terreni ci fosse stato già un accordo siglato – come dice Franco un PRU - l’area avrebbe dovuto avere già il cambio di destinazione e quindi non dovrebbe essere agricola”. Mentre, per il Campidoglio, continua ad esserla.

“Non è stato registrato? Lo vediamo. Dopodiché vediamo anche a che punto è” ha aggiunto Alfonsi che nel frattempo ha annunciato che “ci sono pronti anche altri 14 terreni”. La speranza è che siano tutti utilizzabili per le finalità descritte. Perché, a parte Tor Bella Monaca, già è accaduto che il Campidoglio abbia scelto, tra le “terre pubbliche” da assegnare, un’area che era interessata da un altro progetto: la bretella A12 Tor de’ Cenci. Era il 2014, l’amministrazione era quella di Marino, è l’assegnazione di quel terreno, nella valle del Risaro, inevitabilmente non è stata mai perfezionata.  
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Quel terreno non è agricolo". Nel bando per le terre pubbliche ai giovani spunta un errore
RomaToday è in caricamento