Lunedì, 22 Luglio 2024
Politica

Roma dà la terra ai giovani. Il bando per assegnare quattro aree

Novanta gli ettari messi a gara: tre quarti delle terre verranno assegnate agli under 40

Affidamenti di 15 anni, rinnovabili, di quattro aree agricole inutilizzate di proprietà comunale. Il Campidoglio ha approfittato della terza conferenza cittadina sull’agricoltura, organizzata nella terrazza di Monte Ciocci, per presentare il bando sulle “terre ai giovani” che era stato già annunciato nell’ottobre del 2022.

A distanza di nove anni dal bando di Ignazio Marino sulle “terre pubbliche”, il Campidoglio ci riprova. Lo fa con una formula che mira a premiare le realtà “under 40”, che potranno beneficiare, ad esempio, di un pagamento dilazionato dei canoni – stabiliti da tabellari regionali. In sostanza per i primi tre anni non dovranno corrispondere nulla all’amministrazione perché, quelle annualità, verranno spalmate sui restanti dodici anni.

Il nuovo bando sulle terre pubbliche

Le aree su cui il Campidoglio, dopo il censimento effettuato nel corso dell’anno, ha deciso d’investire sono quattro. Complessivamente misurano 90 ettari e sono distribuite  nel quadrante orientale e nord orientale della città. Tre lotti su quattro prevedono punteggi premiali per l’imprenditoria giovanile, che può organizzarsi anche nella forma della cooperativa. Verranno favoriti, è stato spiegato dall’amministrazione, i progetti che mirano alla promozione del biologico, ad attività agricole multifunzionali ed a quelle che prevedono lo sviluppo di energie rinnovabili. Saranno premiate anche le realtà che puntano all’inclusione di nuovi occupati ed i particolare che sono in grado di fornire un impiego alle persone socialmente svantaggiate.

Il bando prevede attribuzione di punteggio anche per attività rivolte all’educazione dei minori e, quindi, la realizzazione di una fattoria didattica o di un agri nido o ancora di un centro ricreativo estivo. Verrà premiato anche il coinvolgimento della cittadinanza, ad esempio con l’organizzazione di orti sociali, oltre alle attività finalizzate a migliorare la fruizione pubblica, come le aree pic-nic, i sentieri natura ed i percorsi avventura. Gli imprenditori agricoli interessati alla gestione delle terre pubbliche, potranno inoltre beneficiare di un’apposita formazione con docenti ed esperti di aziende agricole individuati grazie ad un accordo sottoscritto tra Roma capitale e l’Istituto per la finanza e economia locale.

Poiché nel bando del 2014 i costi da sostenere per il recupero degli edifici rurali aveva spinto alcune realtà a rinunciare all’assegnazione, l’amministrazione si impegna “nei limiti delle disponibilità del Bilancio” a prevede “a prevedere interventi realizzati a carico di Roma Capitale” o anche “in via congiunta” con i futuri assegnatari.

I quattro lotti a bando

Quali sono i lotti messi a bando? Il primo si trova nella riserva della Marcigliana. L’area, con accesso da via della Marcigliana ha una superficie di 46,5 ettari e necessita della realizzazione di fabbricati, bacini di raccolta delle acque piovane e miglioramento della qualità del suolo. Ha potenzialità per colture di cereali ed eventualmente di alberi da frutta e valorizzazione paesaggistica del laghetto artificiale. Al pari dei lotti 3 e 4, prevede una riserva di assegnazione per gli under 40.
Il secondo lotto è situato su un’area di circa 14,7 ettari nella valle dell’Aniene. Presenta due fabbricati da recuperare e si presta a un progetto di recupero indirizzato alla valorizzazione del territorio agricolo con una produzione di qualità anche biologica all’interno di un’area naturale protetta prevedendo attività di vendita diretta. E’ l’unico lotto che non prevede criteri di premialità per i giovani.

Il terzo lotto si trova a Colle Monfortani. Si tratta dell’area adiacente l’istituto agrario Sereni ed ha un’estensione di circa 14,8 ettari. Necessita della realizzazione di fabbricati di bacini di raccolta delle acque piovane. L’attività agricola, integrata con produzione di miele, potrebbe valorizzata attraverso la vendita diretta e attività turistico-ambientali.

L’ultimo lotto è anche quello più piccolo. È denominato Tor Bella Monaca ed in verità è situato a ridosso del quartiere di Torre Angela, in un’area molto urbanizzata. Ha una superficie di 12,5 ettari e, secondo l’amministrazione, potrebbe essere rifunzionalizzato prevedendo un’attività di agriturismo e vendita diretta, da affiancare alla produzione orticola, frutticola e floro-vivaistica.

“Con questo bando vogliamo incentivare la nuova imprenditoria giovanile rendendo disponibili con una quota di riserva terreni pubblici oggi improduttivi con criteri di premialità per progetti di attività multifunzionali che prevedono l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati, la promozione della biodiversità e della sostenibilità ambientale, l’impiego delle nuove tecnologie” ha sintetizzato l’assessora Sabrina Alfonsi, presente alla terza conferenza agricola. 
Le aree messe a bando sono “frutto di un’attività di censimento sulle terre di proprietà comunale che – ha dichiarato Alfonsi – proseguirà per individuare ulteriori terreni per le future assegnazioni”. 

La situazione della tenuta agricola di Castel di Guido

Non rientrano nei lotti da mettere a bando le aree della tenuta agricola più grande di proprietà comunale, quella di Castel di Guido a cui, nel corso della conferenza agricola, è stato dedicato un approfondimento a parte. L’azienda, che si sviluppa su circa 2mila metri quadrati, è interessata da uno progetto di rilancio che prevede un investimento stimato in 5 milioni di euro. Gli interventi prevedono il recupero del settore delle colture, attraverso l’ampliamento dell’uliveto, la riattivazione del mulino, la creazione di un punto vendita aziendale la valorizzazione delle produzioni cerealicole. In base al progetto, il cui studio di fattibilità è già stato presentato, verrebbero anche riattivati gli impianti di trasformazione, come il caseificio, e verrebbero anche efficientato il sistema di distribuzione idrica e d’irrigazione dei campi.

“Abbiamo voluto includere nel programma della terza conferenza cittadina sull’agricoltura la presentazione al pubblico del progetto di rilancio della Tenuta agricola di Castel di Guido a testimonianza dell’impegno dell’amministrazione per valorizzare un’azienda pubblica che ha enormi potenzialità ma che necessita di importanti interventi di complessiva riqualificazione” ha spiegato Alfonsi. L’azienda agricola, insieme alla Tenuta del Cavaliere, era stata lasciata dalla regione Lazio al Comune, per una somma di poco superiore ai 22mila euro, con una concessione di sei anni rinnovabile fino a quindici. Il provvedimento, che metteva fine ad un lungo contenzioso tra i due livelli istituzionali, è stato però impugnato dall’attuale amministrazione regionale.  “Siamo in attesa delle decisioni della regione Lazio” ha commentato Alfonsi, che ha aggiunto di confidare “nel positivo esito di una interlocuzione costruttiva” che consentirebbe il rilancio di un’azienda, Castel di Guido, dal glorioso passato.

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