Agricoltura, in Campidoglio arriva la proposta: mettere a bando le terre incolte

L'Aula Giulio Cesare è chiamata a confrontarsi sul destino delle aree agricole di proprietà comunale. Grancio (Gruppo Misto): "Ci sono centinaia di ettari in totale abbandono che potrebbero essere destinati ai giovani"

Foto d'archivio

La superficie agricola di cui Roma dispone è unica. In Europa non c'è un'altra Capitale che possa vantare una ricchezza paragonabile. Il patrimonio destinato alle attività rurali però, non sempre viene adeguatamente utilizzato. Per questo, l'Assemblea capitolina, è ora chiamata decidere le sorti di quest'enorme risorsa.

Centinaia di ettari in abbandono

"L'Amministrazione capitolina ha acquisito in proprietà, a seguito di cessioni e compensazioni urbanistiche, centinaia di ettari di terreno a destinazione agricola, oggi in totale stato di abbandono, esposti ad occupazioni senza titolo ed alle discariche abusive di rifiuti" ha segnalato la consigliera comunale Cristina Grancio. Dall'ex grillina, attualmente presidente del Gruppo Misto, è stata depositata una proposta che prevede di fare ordine nel fondo agricolo di Roma Capitale.

Censimento e bandi pubblici

Le proprietà rurali del Comune infatti "potrebbero essere utilizzate a pieno per lo sviluppo di nuove iniziative economiche, visto il crescente interesse in città, in particolare da parte dei giovani, per le attività agricole multifunzionali che coniugano attività produttive e servizi di rilievo sociale". La proposta, depositata attraverso una mozione, prevede "una ricognizione delle aree agricole" al fine di "provvedere con bandi pubblici all'assegnazione dei terreni per lo sviluppo di nuove aziende condotte da giovani agricoltori".

Il precedente: le terre ai giovani

L'idea non è del tutto nuova. Già in passato, durante l'amministrazione di Ignazio Marino, si era proceduto a destinare alcune aree rurali. In tutto vennero assegnati oltre 80 ettari di terreno, distribuiti tra la Tenuta Redicicoli ( (33 ettari con casale in via di Settebagni), Tor de' Cenci (28 ettari con edificio e magazzino in via del Risaro) e Borghetto San Carlo (22 ettari con casale in via Cassia). A beneficiarne furono giovani di età compresa tra i 20 ed i 35 anni. 

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La proposta al vaglio

Sulla scorta di quanto già fatto in passato, il Campidoglio è chiamato ora a pronunciarsi sul destino delle sue aree rurali. Vanno innanzitutto censite e poi, se la maggioranza in Aula Giulio Cesare sarà d'accordo, va proposto alla Giunta di metterle a bando. Ne beneficerebbero sia i terreni incolti che i giovani in cerca di un'occupazione nel settore agricolo.

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