rotate-mobile
Politica

Anche le foglie si possono riciclare: tutto sulle "terre di spazzamento" e l'impianto che spaventa il Salario

Come funziona questo tipo di filiera? Lo spiega a RomaToday Ezio Esposito, presidente di Assorem. Suo il brevetto del primo impianto realizzato in Italia nel 2004

Anche le foglie che si accumulano sul ciglio della strada possono essere destinate al riciclo. Insieme a ghiaia, sabbia e ciottoli vari. Si chiamano "terre di spazzamento" e possono essere trasformate in nuove materie prime seconde, da reimpiegare nei diversi settori produttivi, in appositi impianti di recupero. Ama vorrebbe realizzarne uno nell’area dell’ex Tmb Salario, distrutto da un incendio cinque anni fa. Per farlo ha presentato un’istanza di via (valutazione d’impatto ambientale) in Regione Lazio. 

La protesta: "Qui pronti a incatenarci"

Trattare e riciclare foglie e ghiaia ha poco a che fare con il trattamento meccanico biologico dell’indifferenziato, sia in termini di processi di lavorazione che d’impatto inquinante sul territorio, ma il progetto sta mandando su tutte le furie i comitati cittadini e facendo tremare la maggioranza in Campidoglio. Dalle parti della Salaria, dove per anni le famiglie hanno convissuto con insopportabili miasmi, nessuno vuole più sentire parlare di rifiuti vicino casa. Esattamente però, di cosa stiamo parlando?

Come funziona l'impianto

“Sono impianti che non danno problemi di tipo odorifero, tutto è chiuso in capannoni e le baie di stoccaggio sono piccole, il materiale non staziona mai troppo, viene costantemente lavorato, e comunque non è il rifiuto proveniente dal cassonetto” spiega a RomaToday Ezio Esposito, del gruppo Esposito - che realizza impianti per il trattamento di terre di spazzamento in tutta Italia - e presidente di Assorem, associazione di soggetti operanti nel settore della valorizzazione dei materiali recuperati e lavati, nata nel 2019. Suo il brevetto del primo impianto di questo genere costruito in Italia nel 2004, a Bergamo. Prima di allora il materiale raccolto durante la pulizia delle strade delle città finiva tutto direttamente in discarica. 

I benefici ambientali

“Si tratta di un’operazione che porta benefici in termini ambientali, perché recupera materiale che va a sostituirsi a quello vergine, con impieghi nel settore edilizio, il che significa che si evita la realizzazione di nuove cave per l’estrazione. E poi ovviamente si aumenta la percentuale di raccolta differenziata” prosegue Esposito illustrando a RomaToday il funzionamento degli impianti.

Cosa si recupera e in quali quantità

Oggi in Italia se ne contano 18 e la produzione media di questo tipo di rifiuto si attesta intorno ai 20 chili per abitante. Stando ai dati raccolti da Assorem su cinque impianti in cinque anni, il 65% del materiale che entra all’interno è sabbia e ghiaia e viene recuperato e reimmesso nei settori dell’edilizia per la preparazione di calcestruzzo e cemento. Il 13% è rifiuto organico, principalmente fogliame che viene lavato, depurato, decontaminato dagli idrocarburi e inviato a impianti di compostaggio. 

Il 10% è rifiuto misto, vedi i mozziconi di sigarette e altri residui di plastica e carta che vengono avviati a recupero in altri impianti di trattamento delle diverse frazioni. E il restante 12% è costituito dai fanghi che si depositano nelle acque che vengono utilizzate, in maniera continuativa, per lavare i componenti. 

“Semplificando molto è come se si trattasse di un’enorme lavatrice che lava e separa i materiali per peso specifico” spiega ancora il presidente di Assorem. Solitamente hanno una capacità di 30mila tonnellate di terre l’anno, 100 tonnellate al giorno, con un costo di realizzazione che si aggira tra i 4 e i 6 milioni di euro. 

L'hub dell'economia circolare

Quello in programma per la Capitale è da 4 milioni di euro provenienti da fondi stanziati per il Giubileo. Farà parte di un hub dell’economia circolare previsto dal Comune per quell'area, insieme a un centro per il recupero e il riciclo dei RAEE e materiali diversi, un centro del riuso per l’educazione e la formazione alla sostenibilità. Uno spazio "aperto a tutti  - ha spiegato l'assessora ad Ambiente e Rifiuti, Sabrina Alfonsi, nel tentativo di placare le polemiche provenienti dal territorio - che punta sullo sviluppo delle competenze e delle filiere green, dalle ciclofficine alle sartorie sociali, dai laboratori per la riparazione degli elettrodomestici passando per l’artigianato del legno, del vetro e del ferro". Proteste permettendo. 


 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Anche le foglie si possono riciclare: tutto sulle "terre di spazzamento" e l'impianto che spaventa il Salario

RomaToday è in caricamento