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Elezioni regionali, il termovalorizzatore di Roma divide anche il centrodestra

Rampelli a gamba tesa: "I soldi andrebbero spesi per la differenziata". Salvini: "Va fatto, altrimenti l'immondizia è cibo per i cinghiali"

Fabio Rampelli dice di non volersi auto candidare alla presidenza della Regione per il centrodestra, ma è "a disposizione" di Giorgia Meloni qualora decidesse di andare su di lui e non su un civico, come il presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca. Il suo intervento da remoto durante il consiglio municipale del IX, però, sa di campagna elettorale. Una contrarietà netta, anche molto colorita, che si sposa poco con la posizione di un suo alleato di coalizione e governo: Matteo Salvini l'impianto a Roma lo vuole "sennò i rifiuti restano cibo per i cinghiali". E in un momento in cui la scelta del candidato sembra ancora in alto mare, la spaccatura non aiuta.

Rampelli contro il termovalorizzatore: "E' una maxistufa che brucia materie prime"

"Non bisogna costruire questa maxistufa dove gettare materie prime, ma  spendere 600/700 milioni di euro per rendere efficace ed efficiente la raccolta differenziata". E' l'estrema sintesi della posizione di Fabio Rampelli sul termovalorizzatore, espressa all'inizio del consiglio tematico del IX municipio del 17 novembre, al quale il vicepresidente della Camera è intervenuto da remoto. "E' come saccheggiare le miniere" accusa l'esponente di Fratelli d'Italia, che prosegue: "Roma non è mai stata così sudicia - fa notare - ed è probabile che si cerchi di stressare i cittadini per creare le condizioni e indurre i romani a pensare che la soluzione salvifica sia fare un inceneritore di cui pagherebbero le conseguenze tutti loro". "Così si smentisce la politica europea dell'economia circolare - aggiunge - e l'altro difetto è che questi impianti non sono economicamente vantaggiosi, perché chi li gestisce riesce a fare profitto solo attraverso il pagamento di una tassa, una volta denominata Cip6, da parte di tutti i cittadini. Anche dei romani che in questo modo contribuiscono al funzionamento e alla redditività del progetto". Anche ad  aprile, quando Gualtieri annunciò l'impianto spiazzando tutti - anche la sua maggioranza - il partito di Giorgia Meloni in assemblea capitolina si dichiarò contrario per voce del capogruppo Giovanni Quarzo. Nel programma elettorale di Fratelli d'Italia di quel tipo di tecnologia non se ne faceva cenno. 

Salvini: "Va fatto, i rifiuti li devi trasformare in energia e ricchezza"

Ma il principale alleato di governo e di coalizione, la Lega di Matteo Salvini, la "maxistufa" come la chiama Rampelli la chiedeva già da prima che venisse calata nel dibattito romano da Gualtieri. Fabrizio Santori, consigliere capitolino, rivendicò di aver presentato una proposta in aula Giulio Cesare, bocciata dalla maggioranza in precedenza. Ad attualizzare nuovamente la questione impianto è proprio Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, durante un evento ad Ariccia: “Io vivo ormai a Roma la maggior parte la mia settimana - ha spiegato il leader della Lega - i rifiuti o li trasformi in energia calore e ricchezza, oppure te li trovi in mezzo alla strada per dare da mangiare ai cinghiali. Quindi serve assolutamente come tutto il resto del mondo trasformali in energia”. 

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La scelta del candidato: la Lega scalpita

Come si scioglierà il nodo? Lega e Fratelli d'Italia, tra le altre cose, insieme a Forza Italia aspettano ancora che venga scelto il candidato. Fabio Rampelli, acceso sostenitore del "no" al termovalorizzatore, è tra i papabili. Ma se il centrosinistra ancora non sembra convergere su Alessio D'Amato (il candidato scelto dal Pd, ma non dai suoi alleati, escluso il Terzo Polo), anche il centrodestra temporeggia. Anche se Salvini scalpita: "A me interessa partire il prima possibile - ha detto - perché c'è una terra straordinaria con potenzialità straordinarie che negli ultimi anni non sono state espresse al massimo. Penso che il centrodestra abbia idee, donne e uomini in grado di far correre la Regione Lazio. Noi siamo pronti, le liste della Lega sono sostanzialmente già pronte, manca il piccolo particolare del nome del candidato presidente. Spero che venga fatto il prima possibile".

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