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Così Pd e M5s troveranno l'accordo sul termovalorizzatore di Roma

La linea del dialogo potrebbe passare da un compromesso sulle tecnologie utilizzate per l'impianto. Continue le interlocuzioni tra Lombardi, il vicepresidente regionale Daniele Leodori e il sindaco Gualtieri

Dietro le quotidiane proteste a cinque stelle, l'accordo sul termovalorizzatore è più vicino di quanto sembri. Movimento e Partito democratico lavorano per non mandare in fumo l'alleanza costruita - in primis in Regione Lazio - e puntano a venirsi incontro sul tema dei temi che da settimane agita le rispettive fazioni: la scelta del sindaco Gualtieri di realizzare un impianto di incenerimento dei rifiuti nella Capitale. 

Sulla carta i grillini sono contrari, ma anche fosse solo per ragioni di opportunità politica la linea del dialogo sta prevalendo. "Troveremo un punto di incontro" sono convinti in Regione, specie tra i dem. Portavoce del confronto per i cinque stelle, l'assessora alla Transizione ecologica Roberta Lombardi, che proprio ieri a margine della presentazione del piano investimenti della Regione Lazio, al palacongressi dell'Eur, ha colto l'occasione per parlare nuovamente con il sindaco Roberto Gualtieri, insieme al vice di Zingaretti, Daniele Leodori, primo pontiere con i grillini in regione, in ottimi rapporti con l'assessora M5s, da sempre garante dell'alleanza che governa il Lazio. 

Si punta a un compromesso che da una parte salvi la faccia ai grillini, ambientalisti di ferro, e dall'altra preservi il matrimonio giallorosso, pronto ad approdare anche alle prossime elezioni regionali del 2023. Il compromesso però non prevede passi indietro da parte di Gualtieri. Il termovalorizzatore si farà. Quello su cui si sta tentando di trovare un punto d'incontro, secondo quanto ricostruito da RomaToday, sono piuttosto le tecnologie utilizzate per la sua realizzazione, che dovranno necessariamente essere le più innovative e a basso, bassissimo, impatto ambientale. Oltre a un impegno in parallelo per spingere al massimo sulle percentuali di differenziata e sulle tecniche di riciclo e riuso da mettere in campo. 

Con ogni probabilità a livello nazionale l'accordo passerà dall'emendamento in commissione del decreto legge Aiuti (la norma che al suo interno prevede anche la concessione di poteri straordinari al sindaco Gualtieri per realizzare l'impianto bypassando il piano regionale, che non lo prevede), che non arriverà alle Camere prima dell'inizio dell'estate. Il testo così com'è difficilmente verrà votato dai cinque stelle. A ripeterlo continuamente è lo stesso leader Giuseppe Conte, che sta comunque interloquendo a più riprese con Enrico Letta. Si punta all'aggiunta di qualche sfumatura all'interno del testo che specifici la necessità di tecnologie di ultima generazione. Conte ieri lo ha ripetuto in conferenza stampa, dicendo che servono "impianti tecnologici non necessariamente del futuro, ma almeno dell'attualità e non del passato".  

Certo, una frattura permarrà comunque. All'interno del Movimento i grillini non sono compatti sul tema. Se infatti di facciata il "no" all'impianto accomuna tutti gli esponenti pentastellati, c'è una frangia più ortodossa, Virginia Raggi in testa, che non ammette dialogo. E che anzi sembra sfruttare il tema per ribadire l'incompatibilità con il partito democratico. Le due linee, da una parte Lombardi, dall'altra Raggi, anche stavolta divergono. Ma la prima, è la scommessa dei più, è quella destinata a prevalere.  


 

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