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Terminillo, preoccupa l’impatto ambientale della stazione montana: “Zingaretti ripensaci”

Appelli ed interrogazioni chiedono alla Regione di rivedere il progetto della stazione montana Terminillo

Non c’è solo la petizione sottoscritta da 25mila cittadini. Si stanno infatti moltiplicando le iniziative volte a chiedere alla Regione Lazio di rivedere il progetto della stazione montana al Terminillo.

La richiesta del passo indietro

Sul tavolo del presidente Zingaretti è appena arrivata un’interrogazione. E’ stata firmata dall’ex pentastellato Marco Cacciatore, oggi rappresentante di Europa Verde in consiglio regionale. Ha definito la realizzazione della Stazione Montana “ad ampio impatto ambientale, non necessaria e non sostenibile” e per questo ha invocato “un doveroso passo indietro”. Un ripensamento che dovrebbe avvenire anche alla luce, si legge nel provvedimento, “delle possibili impugnative che rischiano di esporre l'Ente a profili risarcitori”.

La difesa dei boschi

Cosa c’è che non va nel progetto? La petizione promossa dal Club Alpino Italiano di Leonessa, sottoscritta dal WWF del Lazio, da Italia Nostra e da decine di associazioni, citava il taglio di “17 ettari di faggi secolari” che avrebbero finito per il compromettere gli obiettivi di conservazione del “Bosco della Vallonina”. Si tratta di un sito di interesse comunitario che non potrebbe essere  "compensato" con la piantumazione, in altre aree, di nuovi alberi. Il danneggiamento del SIC, secondo gli estensori della petizione, finirebbe quindi per esporre la Regione ad una procedura d’infrazione europea. 

Perchè modificare il progetto

Anche Legambiente Lazio, pur non avendo firmato la petizione, ha espresso delle forti criticità. Per l’associazione che in Regione è presieduta da Roberto Scacchi, il progetto Terminillo Stazione Montana 2 (la prima versione è già stata bocciata) va modificato “eliminando nuovi impianti in aree ora naturali, per uno sviluppo turistico sostenibile e più efficace della montagna, che tenga conto degli scenari dettati dal cambiamento climatico”. Quindi niente piste ad innevamento artificiale laddove sono presenti boschi o altre aree naturali.

La risposta attesa dalla Regione

“Le battaglie per l'ambiente devono andare di pari passo con quelle per il contrasto alle speculazioni e alla logica di profitto senza regole” ha sottolineato, in una nota, il verde Marco Cacciatore. Per questo il presidente Zingaretti è stato invitato ad un ripensamento sul progetto che prevede di portare, sulla “montagna dei romani”, dieci nuovi impianti di risalita e nuovi bacini per l’innevamento artificiale. Alla Giunta l’onere di rispondere, in consiglio regionale, alla richiesta appena protocollata.
 

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