Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Marino Ter, prime tensioni con Causi ed Esposito. Sel prepara il Vietnam

All'assessore al Bilancio tolta la delega sulle municipali, atto che di fatto lo depotenzia. Con il responsabile alla Mobilità scontro sull'autista sospeso. In aula Sel promette battaglia dura

Una luna di miele durata neanche 24 ore. Il Marino Ter, figlio della lunga guerra con Renzi e della decisiva regia di Matteo Orfini, incontra già le prime salite. Tra il primo cittadino e due dei nuovi assessori già ieri c'è stata qualche tensione. Il primo a restare spiazzato prima e infastidito poi è stato Marco Causi. Al responsabile del bilancio sono state infatti tolte le deleghe sulle municipalizzate. Deleghe storiche, da sempre competenza del responsabile del bilancio, e che invece il sindaco ha voluto per sè. Una scelta motivata con la necessità di sgravare Causi di alcuni impegni, visto il comcomitante impiego in Senato.

L'ex assessore di Veltroni si aspettava di vedersi sgravare della delega al personale e invece gli è stata tolta la possibilità di mettere mano sulle municipalizzate. Una cosa non da poco visto che piani di rientro, bilanci e quant'altro passano in buona parte da lì. Una gatta da pelare non da poco invece la delega al personale visto che sarà direttamente Causi a dover andare a trattare con i sindacati per il nuovo salario accessorio. Un braccio di ferro che dura da un anno e mezzo e che ha di fatto sfibrato Nieri. Un tema sul quale ora ci sarà anche Sel a fare da cane da guardia, sgravata com'è, la formazione vendoliana, da vincoli di maggioranza. Insomma una partita che Causi avrebbe volentieri evitato.

Nel contempo il sindaco ha voluto marcare il territorio: sulle municipalizzate, e in particolare su Atac, vuol decidere lui. Una mossa quindi non da poco che serve a smentire le voci di un primo cittadino dimezzato e commissariato da Palazzo Chigi. 

Nessuna dichiarazione sul tema da parte dei diretti interessati. Tutto il contrario di quanto accaduto attorno alla vicenda di Christian Rosso, l'autista Atac sospeso per il video in cui spiega il perché non passano gli autobus. Tra Marino e il senatore Stefano Esposito si è evidenziata una differenza di vedute che qualcuno, Repubblica, ha trasformato in una telefonata scontro tra i due. Una circostanza smentita in mattinata dall'ufficio stampa: "Nessuna telefonata tra il sindaco di Roma Ignazio Marino e l’assessore alla mobilità Stefano Esposito a proposito della decisione di Atac di sospendere un suo dipendente. Il colloquio, di cui si parla sulla stampa, non si è mai verificato e i retroscena fatti scaturire da questa ricostruzione sono perciò privi di ogni fondamento".

Di fatto però da Esposito e Marino la vicenda è vista diversamente. Il primo infatti ha affermato: "A me non convince la scelta" di Atac di sospendere "a tempo indeterminato l'autista" Christian Rosso, per un video diventato virale sul web sull'azienda dei trasporti. Per questo "ho telefonato all'Ad di Atac e gli ho voluto esprimere direttamente la mia opinione e gli ho chiesto di valutare" una decisione diversa perche' "stiamo cercando di ripristinare un clima" piu' sereno nelle relazioni sindacali. Adesso "in autonomia l'ad valuterà se tenere in considerazione la mia opinione", ha aggiunto Esposito. Marino dal canto suo invece, infastidito ha spiegato: "In questa citta' purtroppo in passato e' accaduto e continua ad accadere che quando qualcuno deve essere punito o licenziato arrivi la telefonata del politico che dice 'No, ha fatto la campagna elettorale': a me non frega niente che ha fatto la campagna elettorale di uno di destra o di sinistra, se fa bene fa bene, se fa male viene giudicato per quello che fa". A chi gli chiedeva un commento sulla sospensione ha spiegato: "Questa domanda la poteva fare a un politicante del secolo scorso, non a me- ha risposto Marino- Io non mi occupo di amministrazione delle aziende, ma di selezionare le persone che devono poi avere la responsabilita' strategica delle aziende, come gli assessori che a loro volta scelgono i dirigenti e i consigli di amministrazione delle aziende di loro competenza".

Intanto in aula Marino dovrà fare i conti forse con la prima vera opposizione in Campidoglio. "L'aula Giulio Cesare diventa 'Aula Saigon'", spiega Sel che ieri ha pizzato il cartello all'ingresso del palazzo: nel 'Sentiero di Ho Chi Minh'. Dopo aver abbandonato la Giunta, Sel prepara il campo di battaglia in vista dell'entrata nel vivo della discussione sull'assestamento di bilancio: con un blitz i militanti del partito romano hanno affisso una serie di cartelli 'tematici' a Palazzo Senatorio (uno, come detto, appeso sul piedistallo della Lupa), per dare un messaggio ben preciso alla maggioranza, "il Campidoglio sarà un Vietnam, e noi saremo i vietcong". Nel mirino dei vendoliani, in particolare, l'ipotesi di privatizzazione di Atac e "i tagli a sociale e cultura contenuti nell'assestamento".

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