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Valle, Eliseo e Opera tra sfratti, debiti e scioperi: a Roma è emergenza cultura

Se per il Valle il tempo scade domani per l'Eliseo lo sfratto è stato rimandato al 16 settembre. L'Opera ha allontanato lo spettro della liquidazione, ma il rischio scioperi rimane. La cultura nella Capitale è una barca che fa acqua da tutte le parti

Foto agenzia Dire

Dallo scontro sul Teatro Valle all'Eliseo di via Nazionale costretto a combattere contro la minaccia di uno sfratto fino ad arrivare al rischio, appena sfiorato, di mandare in liquidazione il Teatro dell'Opera. La bohéme a Caracalla 'mutilata' dell'orchestra e sorretta solamente dall'esecuzione di un pianoforte è l'immagine, a detta del sindaco Marino “danneggiata”, dello stato di salute del settore della città. Una barca, quella della cultura nella Capitale, che fa acqua da tutte le parti.

TEATRO OPERA – Con un buco da quasi 13 milioni di euro, la denuncia di “assunzioni sospette fatte nonostante il dissesto finanziario” e la costante minaccia di nuovi scioperi, il Teatro dell'Opera non chiuderà i battenti. La decisione è stata presa ieri nel corso della riunione del consiglio di amministrazione che si è tenuto in Campidoglio. Ma la strada è tutt'altro che in discesa. Mentre dentro a palazzo Senatorio si discuteva del futuro dell'ente, Cgil e Fials, soprannominati sindacati 'ribelli' per non aver firmato il piano di 'risanamento' del sovrintendente Fuortes, non hanno mancato di far sentire il proprio dissenso. “Il livello di guardia non si abbassa e rimane alto, per il momento abbiamo sospeso gli scioperi ma manteniamo lo stato di agitazione e siamo pronti a riattivare le proteste ad agosto, quando si discuterà della dotazione organica”hanno fatto sapere.

TEATRO VALLE – Sul futuro del Teatro Valle tra occupanti e Campidoglio è muro contro muro. Se l'obiettivo dichiarato dall'assessore alla Cultura capitolino Giovanna Marinelli è quello di “riconoscere e salvaguardare l'esperienza artistica e culturale”della Fondazione e di aprire un dialogo con il Teatro di Roma che lo prenderà in gestione, la sentenza di sfratto che sarà operativa domani pende sulla trattativa come una spada di Damocle. La campagna di solidarietà #iostocolvalle è già partita e quello che succederà domani si definirà nelle prossime ore. Dal Teatro Valle è arrivata la garanzia che la programmazione fissata per le prossime settimane dalla Fondazione troverà spazio in altre strutture. Ma gli occupanti chiedono garanzie soprattutto sul modello di gestione partecipato sperimentato negli ultimi tre anni di occupazione. Intanto Opr-Spettacolo Lazio ha fatto sapere che venerdì scorso ha presentato querela “a tutela degli utenti” nei confronti di coloro “che stanno ancora occupando il teatro Valle e nei riguardi di tutti quelli che hanno tollerato tale occupazione in danno della collettività" scrive in una nota l'Anec Agis Lazio.

ELISEO – Rimane appesa a un filo anche la situazione del Teatro Eliseo di via Nazionale. La struttura infatti è sotto sfratto. Proprio ieri lavoratori e attivisti del settore hanno aspettato l'arrivo dell'ufficiale giudiziario esponendo lo striscione: “La cultura non si sfratta per interessi privati”. Nel corso della protesta però dalla dirigenza del Teatro è arrivata la notizia di un rinvio al 16 settembre.

CINEMA AMERICA – Una speranza di risoluzione invece si è aperta per il cinema America. Ieri il ministro di Beni Culturali Dario Franceschini ha fatto visita presso la struttura annunciando l'avvio di due “istruttorie, una sul vincolo di destinazione d'uso e una sulla salvaguardia dei mosaici della Cesarini Sforza e di Pietro Cascella. Di fatto i due vincoli impediscono la demolizione e la trasformazione della sala”. Positivo il commento degli occupanti, entrati nello stabile circa due anni fa dopo 14 anni di abbandono. “Nel momento in cui i vincoli saranno resi effettivi auspichiamo che si trovi comunque una soluzione coerente con il percorso costruito fino a oggi assieme al territorio. Potremmo dire di aver vinto di fatto la nostra battaglia nel momento in cui il cinema sarà vincolato e si procederà con i lavori di restauro e riattivazione della sala”.

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