Teatro dell'Opera, il debito è di 40 milioni di euro: il cda si affida alla Legge Bray

Lo ha deciso lunedì il cda del Costanzi. Contrari i sindacati che hanno indetto una giornata di sciopero con assemblea. Il sindaco Marino: "Situazione difficile ma lavoriamo per il rilancio"

Una montagna di debiti. 40 milioni di euro per la precisione. È questa la fotografia della situazione finanziaria del Teatro dell’Opera di Roma al termine del cda della Fondazione che si è riunito ieri per la prima volta per affrontare il dissesto finanziario dell’ente. Un dissesto preoccupante. Per questo il cda ha deciso di accedere ai fondi straordinari previsti dalla Legge Bray. Il cda ha così dato mandato al sovrintendente Carlo Fuortes di procedere nella richiesta. Una decisione contraria a quanto richiesto dai sindacati tanto che il cda si è premurato di dare rassicurazioni per i lavoratori su occupazione e trattamento economico: il piano di risanamento verrà discusso con i sindacati e verrà garantito un nuovo piano integrativo.

Anche il sindaco Marino, intervenuto in merito, ha parlato di “preoccupante situazione debitoria”. Per il primo cittadino l’obiettivo però è il rilancio “valorizzandone al massimo i talenti e le competenze”. Marino è d’accordo sul ricorso alla Legge Bray: “Da questo punto di vista la decisione del cda di utilizzare le risorse previste dalla Legge 112/2013 rappresenta una indiscutibile opportunità. Sono convinto che la grande esperienza di Carlo Fuortes e il dinamismo nonché il senso di responsabilità dei componenti di questo nuovo Cda faranno la differenza. Sono sicuro, inoltre, che il percorso intrapreso ci porterà a  raggiungere gli obiettivi prefissati”.

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Intanto i sindacati rimangono sul piede di guerra. “No al ricorso ai fondi straordinari previsti dalla legge Bray per il Teatro dell'Opera di Roma” ribadiscono Slc- Cgil, Fials- Cisal, Libersind-Confsal del Costanzi che ieri, proprio mentre era in corso il cda hanno dichiarato lo ''sciopero con assemblea'' in concomitanza con la lo spettacolo del 24 dicembre del balletto Il Lago dei Cigni. In una nota, i sindacati diffidano poi la Fondazione Teatro dell'Opera dall'uso “illegittimo di bande magnetiche registrate da complesso orchestrale, destinate ad uso archivio”. Cgil-Cisal e Confsal, conclude la nota, “ritengono che esistano soluzioni alternative efficaci e sono pronti a perseguirle attraverso un serrato confronto”.

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