Frazionamento case Ater e Agenzia dell'abitare: il tavolo sull'emergenza abitativa in Regione riparte da qui

Lunedì 30 luglio l'incontro tra l'assessore Valeriani, i sindacati, i movimenti e i costruttori

Dal Comune alla Regione. Dopo la chiusura del dialogo con l’assessora alle Politiche Abitative capitolina, Rosalba Castiglione, il tavolo sull’emergenza abitativa della capitale si è aperto oggi pomeriggio nell’ufficio dell’assessore omologo Massimiliano Valeriani che si è così confrontato con quell’ “aggregato anomalo” composto da sindacati, movimenti, associazioni degli inquilini e organismi di rappresentanza dei costruttori Aniem ed Acer. Sul tavolo anche quei 40 milioni di euro collegati alla delibera regionale per l’emergenza abitativa di cui la Regione, così come anticipato da Romatoday nei giorni scorsi, è rientrata in possesso dopo il rifiuto del Campidoglio di proseguire con la sua applicazione.

Il nodo sta ora nel valutare come utilizzare queste risorse, che per il momento possono arrivare fino a 190 milioni di euro, e quali politiche mettere in campo. Tra le proposte avanzate dall’assessore, una serie di interventi di frazionamento degli appartamenti Ater più grandi “per rispondere alle esigenze dei nuclei familiari più piccoli”. Valeriani ha inoltre ribadito la volontà di costituire un’agenzia regionale dell’abitare che faccia da coordinamento tra tutte quelle soluzioni, anche sul mercato privato, che non rientrano nell’edilizia popolare ma si possono rivolgere a quanti non hanno accesso ad una casa sul libero mercato.

Al vaglio, anche la possibilità di modificare legge regionale 12 del 1998 che disciplina l’amministrazione in materia di edilizia residenziale pubblica e la possibilità di fare leva sulla legge per la rigenerazione urbana per reperire alloggi da destinare al disagio abitativo. Resta da definire la possibilità di applicare le modalità di assegnazione previste dalla delibera, non solo quindi a quanti sono in attesa in una graduatoria Erp ma anche a occupanti e abitanti dei residence aventi diritto, senza la collaborazione del Comune. Gli immobili che verrebbero reperiti, infatti, sarebbero comunque da assegnare tramite le graduatorie gestite dal Comune. Sul punto, si sta valutando un aggiornamento normativo o un’eventuale modifica per l’applicazione della delibera.

L’assessore Valeriani ha definito l’incontro “positivo” ha fatto sapere in una nota. "L'Amministrazione regionale sarà impegnata, secondo le proprie competenze e le proprie funzioni, a fornire un contributo importante sia sul piano normativo che su quello degli investimenti, per aumentare l'offerta abitativa e migliorare le condizioni di accesso ad un bene primario. In particolare, a settembre la Regione proporrà al coordinamento un piano di azioni condiviso su obiettivi e tempi per intervenire sul tema della casa".

Il confronto, quindi, si aggiorna a settembre. Uno degli obiettivi è quello di arrivare in breve tempo alla redazione di un Protocollo di Intesa condiviso che metta nero su bianco tutte le azioni da intraprendere per affrontare il tema del disagio abitativo della città. A modificare il quadro durante il mese di agosto potrebbero intervenire però le modifiche alla ‘circolare Minniti’ che il ministro dell’Interno Matteo Salvini vuole mettere in campo per riprendere con gli sgomberi. Le alternativa, in questo caso, sarebbero previste “ove possibile”, questa l’ipotesi, solo per le cosiddette ‘fragilità’.

Per questo i movimenti per il diritto all’abitare presenti al tavolo hanno chiesto all’assessore di coinvolgere il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, per un intervento presso la prefettura, rappresentando la preoccupazione che gli sgomberi aggravino l’emergenza abitativa cittadina. “Abbiamo chiesto di salvaguardare lo spirito della delibera regionale che aveva come obiettivo la soluzione della questione delle occupazioni dentro una dinamica di risolutiva e non di ordine pubblico”ha spiegato Paolo Di Vetta dei movimenti.  

“Oggi abbiamo iniziato un percorso serio che potrebbe portarci a settembre alla firma di un protocollo condiviso” il commento di Roberto Giordano, della Cgil di Roma e del Lazio. “Purtroppo abbiamo perso tempo inutilmente al tavolo con il Comune mentre dalla Regione abbiamo ottenuto aperture e disponibilità”. 

Unione Inquilini punta sulla mappatura degli immobili che “dovrebbe essere alla base per un piano strutturale” scrive in una nota il segretario romano Fabrizio Ragucci. Ma “non è stata ancora presa in considerazione”. Poi aggiunge: “Prendiamo atto che Valeriani ha parlato seppur genericamente della rigenerazione urbana ma per ora in termini insufficienti. A settembre entreremo nel merito e nei contenuti di una rigenerazione urbana fondata sul riuso degli immobili pubblici e privati inutilizzati”. Sul punto le associazioni dei costruttori presenti hanno sottolineato la necessità di riallacciare i rapporti con il Campidoglio. 

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