Tavolini, le proposte: nuove regole per tutti i municipi e chi provvede al decoro non paga

Tra le proposte avanzate in commissione Commercio, in merito alla riscrittura della delibera 75 del 2010 che regola tavolini e dehors, l'idea di mutuare la tassa di occupazione con interventi di manutenzione dell'area

Nuove norme, più semplici, valide su tutto il territorio. E se il commerciante ricava le sue entrate dall'utilizzo di uno spazio che è di tutti, potrebbe provvedere direttamente a mantenerne il decoro. Sulle regole per l'occupazione del suolo pubblico con tavolini, ombrelloni e dehors, il Campidoglio accelera. 

Di ieri la riunione della commissione Commercio di Roma Capitale, presieduta da Orlando Corsetti, con gli assessori capitolini alle Attività Produttive Marta Leonori e Giovanni Caudo, i tecnici dell'Ufficio Città Storica e della Sovrintendenza. Si è discusso della necessità di modificare l'attuale delibera comunale 75 del 2010, quella che ha istituito i Piani di Massima Occupabilità (PMO) che fanno tanto tribolare i ristoratori del centro.  

RISCRITTURA DELLA DELIBERA - L'abbiamo visto nel mese di agosto: chi non si è adeguato ai nuovi mini 'piani regolatori', redatti strada per strada con specifici criteri, ha fatto i conti con chiusure, sanzioni e blitz delle forze dell'ordine. Le serrate di protesta e i proclami battaglieri sono serviti a poco, idem i ricorsi per lo più respinti al mittente. Il Comune sui piani vuole regole certe, senza deroghe alcune. E in questo è stato chiaro.

Ma, con le associazioni di categoria, concorda su un punto: la delibera va rivista. Le falle sono diverse, e altrettante le proposte da approvare, promette Corsetti, “entro l'anno”. Lo si farà con una commissione commercio tutta nuova, integrata, composta dai funzionari di diversi dipartimenti capitolini, enti di prossimità ed esercenti. Sarà un lavoro a più voci, che ha già qualche capo saldo. 

PIANI PER TUTTI... - Prima questione sul tavolo: non tutto il centro storico è regolato dai piani.  Ne consegue che alcuni bar e locali devono adeguarsi alle nuove occupazioni, altri invece restano legati ai criteri antecedenti. Una sperequazione ingiusta per le associazioni di categoria che l'hanno detto e ridetto: “Le regole devono essere uguali per tutti”. E allora “entro la fine dell'anno devono essere approvati i piani mancanti, una quarantina” ci spiega il presidente Corsetti, che vadano a coprire tutto il perimetro del centro storico, non dimenticando l'elenco segnalato a luglio dalla Soprintendenza. Ventuno piani per altrettante piazze e vicoli, da Borgo Pio a piazza Vittorio passando per via Veneto e viale Trastevere. 

...E IN TUTTI I MUNICIPI - Ma non finisce qui. L'idea di Corsetti è quella "di attrezzare tutti i Municipi capitolini, magari anche con personale tecnico adeguato, per approntare i rispettivi Pmo, eliminando le discrepanze esistenti". Perché “ci sono piazze e vie di Roma fuori dal centro il cui decoro necessita altrettanta tutela”, e piazze e via di Roma fuori dal centro dove i commercianti pagano come se stessero in piazza Navona. Dunque, piani per tutte e 15 le ex circoscrizioni e con criteri conformi al contesto urbano. Poi c'è il tema, attualissimo, della burocrazia. 

SEMPLIFICAZIONE - Con la riscrittura della delibera si punterà a semplificare, "attraverso criteri stringenti, che evitino i passaggi in eccesso venendo incontro agli esercenti”, magari istituendo “un sistema informatico che permetta l'invio telematico di planimetrie e documentazione”. E per via informatica passeranno anche controlli e monitoraggi.

Prioritario per l'assessore Leonori, è "fissare le regole e decidere sui sistemi di controllo da adottare, prima ancora che degli effetti economici per i proprietari delle attività”. In quest'ottica di sistema, la proposta di varare "un catalogo degli arredi, che permetta di bypassare le conferenze dei servizi aggiuntive, fornendo indicazioni precise sulle tipologie concesse". Complessivamente, ha suggerito, "sarebbe utile elaborare un sistema di gestione informatica con cui, in base ai criteri fissati, si possano classificare le occupazioni di suolo pubblico, anche in ottica di monitoraggio delle tariffe". 

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MANUTENZIONE – E se invece che la tariffa il ristoratore pagasse con la manutenzione del territorio? Questa la proposta davvero nuova avanzata dalla commissione. Illuminazione, pulizia del marciapiede, verde pubblico e arredi urbani a carico di chi utilizza lo spazio pubblico. “L'idea è di proporre ai commercianti l'ideazione insieme al municipio di progetti di riqualificazione delle zone occupate”. Quasi dei micro project financing. Io amministrazione carico te imprenditore dei costi di manutenzione di quella porzione di territorio (pubblico) dal quale tu ricavi le tue entrate. Questa sì che sarebbe una rivoluzione. 

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