Due delibere e un'ordinanza promessa, ma sui tavolini il Campidoglio non decide. I ristoratori aspettano

Raggi sconfessa i suoi, che lavoravano a due delibere, e annuncia un'ordinanza in diretta tv. Ma il provvedimento ancora non c'è e i commercianti aspettano (e fanno da soli)

Tavolini a ridosso delle auto parcheggiate (foto Roma fa Schifo)

Un'ordinanza per fare presto e bypassare lungaggini dell'Aula e scontri politici interni. Così Virginia Raggi entra a gamba tesa nella questione tavolini e dehors e annuncia pubblicamente di voler ricorrere a uno strumento normativo emergenziale. 

Tramite un'ordinanza vorrebbe regolare la materia e far entrare fin da subito in vigore le modifiche - fondamentali per dare ossigeno a bar e ristoranti in queste fase 2 - stabilendo quindi la percentuale di occupazione di suolo pubblico da concedere, l'iter per il rilascio delle nuove concessioni, chi può e chi non può fare domanda. 

Quattro delibere sul tema

Ancora si attendono i dettagli, ma ormai l'annuncio è stato fatto. Difficile tornare indietro. Anche perché vorrebbe dire attendere i tempi del Consiglio comunale, dove ci sono ben quattro delibere sul tema. Due di opposizione, di Pd e FdI, una di maggioranza su proposta del presidente della commissione Commercio Andrea Coia (testo che da il più ampio via libera senza porre nessun limite percentuale all'aggiunta di tavolini), un'altra di giunta di iniziativa dell'assessore Carlo Cafarotti, più moderata con un più 35% di occupazione di suolo pubblico da autorizzare.

Un caos, una corsa a chi arriva prima in Aula, seppur in disaccordo, e nessun tentativo reale di trovare una sintesi tra le diverse proposte. Il risultato? Tempi troppo lunghi per esercizi commerciali che fanno i conti con il distanziamento sociale e i posti a sedere necessariamente persi. "I tavolini fuori servono subito" hanno più volte ribadito le associazioni di categoria, in pressing sul Campidoglio perché le nuove concessioni diventino presto realtà. 

Raggi su La7: "Faremo un'ordinanza"

Da qui l'intervento a sorpresa della sindaca, che intervistata a Non è l'Arena su La7 ha dichiarato: "Per concedere più tavolini faremo un'ordinanza". L'ipotesi in realtà era già circolata in Campidoglio, ma tutti convinti che fosse una materia che necessariamente doveva passare dal Consiglio comunale, sia l'assessore Cafarotti che il consigliere Coia (divisi e con diverse idee) sono andati avanti per la loro strada. Ora sconfessati da Raggi, entrambi.

Quando arriverà il provvedimento però è ancora da capire. E se l'ordinanza, per la tematica trattata, non fosse tecnicamente possibile da scrivere, potrebbe essere sostituita da una deliberazione di giunta immediatamente esecutiva, ossia da votare in Assemblea ma nel frattempo già in vigore, come accadrebbe con un decreto legge a livello parlamentare. "Il testo della mia delibera andrà comunque in aula - commenta il consigliere Coia - perché ci sarà comunque bisogno di migliorie, di ulteriori specifiche e di una finestra temporale più larga".

C'è chi sceglie il fai da te

E mentre il Campidoglio si arrovella per partorire una normativa il più rapidamente possibile, i ristoratori fanno da soli. Come si nota in una foto postata dal blog Roma fa schifo - che ritrae nuovi tavolini a ridosso delle auto parcheggiate - il rischio è intuibile: un caos generale dove i commercianti prendono l'iniziativa sulla scorta di annunci che ancora non hanno trovato un canale normativo adeguato. 

"Giustamente la gente vuol star fuori per precauzione - commentano i blogger - ecco perché tutte le città del mondo stanno provvedendo con delibere fortemente innovative. Tutte le città del mondo meno che una, dove gli imprenditori sono costretti a fare da soli. Ovviamente finendo nel ridicolo quando non nel pericoloso per gli avventori". 

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