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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Quattro anni di tavoli per "rilanciare Roma": tutti gli annunci di Virginia Raggi caduti nel vuoto

Oggi la sindaca chiama a raccolta gli imprenditori, ma di tavoli dal 2016 ne ha presenziati diversi, tutti o quasi con scarsi risultati

Solo annunciati in conferenza stampa, votati in giunta e mai convocati, presenziati e poi chiusi male tra liti e insulti. Di tavoli di confronto nell'era Raggi ne abbiamo visti diversi. Pochi però sono arrivati a dama portando a casa traguardi concreti. Oggi tocca agli imprenditori. La sindaca, a pochi mesi dalla fine del mandato e tra le critiche di chi bolla l'iniziativa come "mera propaganda elettorale", chiama a raccolta i principali attori economici della città per un confronto serrato sul futuro della Capitale e dei suoi assi strategici di sviluppo. Il tutto in vista della candidatura all'Expo 2030 e dei progetti da presentare al Governo per il Recovery Fund. Dovrebbe partorire piani concreti e condivisi per Roma. Il condizionale però diventa d'obbligo se si guarda agli esempi passati. Dal 2016 a oggi di tavoli Raggi ne ha presenziati diversi, tutti o quasi con scarsi risultati. 

Il Forum Sviluppo Roma 2030-2050, solo annunciato

"Roma si candida a diventare un laboratorio di partecipazione attiva, lanciamo un ponte verso le componenti sociali e produttive della Capitale per una visione condivisa della città nei prossimi decenni". Era febbraio 2019. Raggi presentava in conferenza stampa il Forum Sviluppo Roma 2030-2050. Una sorta di Consulta cittadina aperta a forze sociali, società civile, ordini professionali e Campidoglio, dotata di un consiglio direttivo, di comitati tecnici e di laboratori tematici sulle materie fondamentali per la rinascita della città. Una sorta di masterplan con obiettivi di sviluppo che guardavano ai prossimi 30 anni, da presentare all'interno di un grande Forum internazionale. 

Che fine ha fatto? L'iniziativa non ha mai visto la luce. Finita nel tritacarne delle continue liti tra grillini in maggioranza, la proposta di delibera sul Forum, a firma del presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito, si è arenata in aula, contrastata da una parte di consiglieri stellati che ne avrebbero voluto modificare una parte di contenuti con emendamenti che a De Vito non sono piaciuti. Insomma, un nulla di fatto. 

Fabbrica Roma e lo strappo con i sindacati 

Altra sede di confronto rimasta lettera morta, e anche qui decantando a gran voce il "rilancio" dell'Urbe, è quella promessa dalla sindaca a giugno 2017. Fabbrica Roma era il nome dell'accordo siglato con i rappresentanti dei dipendenti capitolini. "Un patto con i sindacati per rilanciare la Capitale" spiegava Raggi. Una seduta di discussione settimanale, aperta anche a Governo, Regione, e - anche allora - industriali, con un accordo di base siglato con Cgil, Cisl e Uil. Il progetto prevedeva anche sette sottotavoli tematici che però, dicono oggi i sindacati, non sono mai stati convocati. "Quello sul bilancio era fondamentale per noi" spiega Natale Di Cola, segretario della Cigl Roma e Lazio. "A parte i tavoli sulle vertenze singole, che da contratto non possono non essere convocati, da quando non c'è più l'assessore Montanari (Pinuccia Montanari, titolare all'Ambiente fino a febbraio 2019, ndr) non siamo più stati convocati". Il tutto finito male con uno strappo pesante tra Campidoglio e confederali e uno sciopero generale il 25 novembre 2019 che sancì la frattura definitiva, specie alla luce di una gestione delle aziende partecipate mai condivisa tra le parti. 

Il tavolo con Calenda finito a insulti

Altro tavolo che non finì bene fu quello "per Roma" con l'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda (oggi candidato sindaco alle comunali 2021). Si discuteva di 19 progetti da mettere in piedi per la città, dal piano di rinnovo della flotta di Atac alla riqualificazione energetica di 250 scuole al centro internazionale di ricerca biomedica. Saltò dopo pochi incontri per divergenze tra l'oggi leader di Azione e la sindaca. E se ne seppe poco se non dei continui attacchi e contrattacchi tra i partecipanti. Da Calenda le continue accuse di incapacità amministrativa dirette alla prima cittadina grillina: "Le scrivo tutte le settimane con tutte le cose che vanno fatte. Sindaca arrogante". Da Raggi la ribattuta sempre uguale: "Il tavolo è un bluff, mancano i fondi". Così, tra botta e risposta a favor di telecamere ben poco utili al cittadino, gli incontri terminarono (male) a febbraio 2018

Il confronto con le attività produttive post covid, mai partito

"Non siamo mai stati convocati" denuncia Fabio Mina, della Fiepet Confesercenti di Roma. Nessun tavolo di confronto per le attività produttiva in sede fissa della Capitale. Eppure i primi di agosto 2020 la giunta capitolina ha approvato una memoria di giunta per istituirne uno. Obiettivo: favorire la ripartenza dopo il primo lockdown della scorsa primavera. "Questo tavolo di confronto sul commercio in sede fissa nasce dalla promessa fatta alla associazioni - dichiarava la sindaca Virginia Raggi - un canale aperto per analizzare necessità e proposte di un settore preziosissimo per la città, che significa molto in termini di occupazione e indotto". Un canale aperto ma rimasto, a oggi, sulla carta. 

La discussione sul regolamento del verde (ancora da votare)

Vi hanno partecipato comitati di cittadini, municipi, esperti agronomi e tecnici del settore. Obiettivo della discussione: redigere un regolamento sul verde pubblico. Incontri su incontri, tavoli su tavoli, per scegliere l'iter migliore per la manutenzione di parchi e giardini, la modalità corretta di potare gli alberi, gli strumenti da mettere a disposizione ai cittadini che vogliono offrire il proprio contributo. Contenuti finiti sì nero su bianco in una bozza votata dalla giunta capitolina. Questa però, tra le proteste dei territori, non è mai passata dal voto in Assemblea capitolina.

Insomma, oggi tocca agli imprenditori con un nuovo tavolo, l'ennesimo, annunciato dalla sindaca. Stesse parole di sempre: rilancio della città, progetti per il futuro della Capitale, sviluppo. La speranza è che sia la volta buona. Di tavoli Roma ne ha visti parecchi, di risultati purtroppo, a conti fatti, non altrettanti. 

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