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Più cara la tassa di soggiorno a Roma. Via libera agli aumenti

I maggiori rincari previsti riguardano il settore extra alberghiero. Per guest house e affittacamere di prima categoria la tassa raddoppia

Aumenta la tassa di soggiorno a Roma. Da un lato l'intenzione di allineare le attività extra alberghiere a quelle alberghiere tradizionali, riducendo il gap fiscale, dall'altro la necessità di "fare cassa" per il Campidoglio, hanno spinto agli adeguamenti del contributo, fermo al 2014. Le nuove cifre sono state fissate in una delibera di giunta su proposta dell'assessora al Bilancio Silvia Scozzese, insieme al bilancio e al nuovo regolamento delle entrate.  

Tutti gli aumenti per categoria

Country house e residenze, bed and breakfast, case per ferie, case e appartamenti vacanza di prima categoria, guest house e affittacamere di seconda categoria, alloggi per uso turistico, immobili destinati alla locazione breve: per queste tipologie i rincari sono del 71 per cento e vanno dai 3,5 euro attuali ai 6 euro futuri. Per le guest house e affittacamere di prima categoria i rincari sono del 100 per cento, si passa da 3,5 a 7 euro al giorno. Inferiori, da 3,5 a 5 euro per guest house e affittacamere di terza categoria oppure case e appartamenti per vacanze di seconda categoria. 

Passando alle strutture alberghiere tradizionali, per gli hotel due stelle si passa da 3 a 5 euro al giorno. Per gli alberghi di lusso, dai 5 stelle in su si passa dagli attuali 7 euro ai futuri 10 euro al giorno. Per gli hotel a una stella l'aumento è da 3 euro a 4 euro al giorno. La tariffa sale a 7,5 euro per gli hotel 4 stelle dove oggi si pagano 6 euro al giorno, un incremento del 25 per cento. Nessun rincaro per ostelli, rifugi montani, escursionistici e case del camminatore: il costo resta di 3,5 euro al giorno.

Cifre che potrebbero subire ulteriori adeguamenti nel caso in cui il Governo recepisca la proposta avanzata dal Campidoglio: l'obbligo di esporre negli annunci on line il Codice identificativo univoco (Ciu) che farebbe emergere, secondo le stime, almeno 15mila attività sommerse nel settore dell'extra alberghiero. 

I contrari

Una mossa quella degli aumenti della tassa di soggiorno che non mette tutti d'accordo, a partire dalla stessa maggioranza. Il primo a dire no agli aumenti decisi da Scozzese è lo stesso assessore a Turismo e Grandi eventi Alessandro Onorato. Una contrarietà che non ha però frenato l'iniziativa della titolare ai conti capitolini. Da Assohotel Confesercenti a Federalberghi poi ci sono le associazioni di categoria - schierate con Onorato - fermamente contrarie. "In un momento che vede il turismo di Roma tornare ad eccellere è assurdo che lo stesso Comune proponga un'iniziativa che non potrà avere altro effetto che riportarlo in basso" dichiara il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli. "Da un anno a questa parte il turismo di Roma è tornato a creare occupazione, Pil e indotto superando ogni competitor anche in ragione dell'eccezionale sforzo dell'assessore Onorato, teso a riportare in città concerti ed eventi di ogni tipo ed enorme richiamo". 

"Assohotel Confesercenti è per un riallineamento ma non certo  per il rialzo per le fasce alte tipo i 4 e 5 stelle che andrebbero già ricondotte, almeno, ad un valore nella media europea" commenta il presidente Francesco Gatti. "Viene inoltre riconosciuto come le differenze di tassazione dei vari attori dell'accoglienza siano addirittura fonte di distorsione del mercato accettandone passivamente l'applicazione senza neanche vagamente pensare al loro immediato riallineamento".

Voci contrarie anche dalle forze di opposizione. "Se l'amministrazione ha bisogno di fare cassa, inizi prima di tutto a spendere bene le tante risorse a disposizione invece di lasciarle ferme nei cassetti per mancanza di programmazione e, ancora più grave, per manifesta incapacità di impegnare i fondi" dichiara il consigliere capitolino di Fratelli d'Italia e membro della commissione Turismo, Federico Rocca.

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