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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Rifiuti, a Roma e nel Lazio sono sempre più cari: i dati della Tari a confronto

Le cifre del rapporto "Rifiuti urbani 2020" a cura dell'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva

Cresce la tassa sui rifiuti nella Capitale. Con un valore di 389 euro in media a famiglia nel 2020, l'aumento rispetto al 2019 è del 2,9%. Anche la Tari media della regione Lazio passa nell'anno in corso da 325 a 331 euro, con un incremento dell'1,9%. È quanto emerge dal rapporto "Rifiuti urbani 2020", finanziato dal ministero dell'Ambiente, a cura dell'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. L'indagine restituisce la fotografia regione per regione, capoluogo per capoluogo, dello stato di erogazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani, per quanto riguarda aspetti tariffari, qualita? e tutele. 

Tari in aumento a Roma e nel Lazio

E andando al capitolo Tari, la tassa sui rifiuti introdotta dalla Legge di stabilita? del 2014, troviamo la geografia delle tariffe applicate. In aumento appunto sia nel Lazio che a Roma. Nella classifica dei più costosi la Capitale si piazza a metà, riuscendo a evitare di posizionarsi tra i primi dieci capoluoghi più costosi, dove la tassa media pagata dalle famiglie è compresa tra i 500 e i 400 euro. 

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I dati nazionali

Facendo un confronto con i dati nazionali, è di 300 euro la media pagata da una famiglia italiana nel 2020, cifra rimasta invariata rispetto all'anno precedente. La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è il Trentino Alto Adige (193 euro), dove si registra un incremento del 1,4% rispetto al 2019. Al contrario, la regione con la spesa più elevata resta la Campania (419 euro, -0,4% rispetto al 2019).

A livello territoriale invece si registra un incremento in dieci regioni: Molise (+4,3%), Calabria (+3,4%), Umbria (+2,8%), Liguria (+2%), Lazio (+1,9%), Marche (+1,7%), FVG (+1,6%), Trentino Alto Adige (+1,4%), Toscana (+0,8%), Piemonte (+0,7%); tariffe in diminuzione in sei: Abruzzo (-2,8%), Veneto (-2,2%), Sardegna (-1,5%), Sicilia (-1,4%), Puglia (-0,8%) e Campania (-0,4%). La spesa resta invariata in quattro regioni: Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia e Valle d'Aosta.

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