Cartelloni, il Tar respinge il ricorso delle ditte: via libera alle rimozioni dei "senza scheda"

Otto ditte pubblicitarie hanno chiesto l'annullamento della delibera 425, che impone la rimozione dei cartelloni non autorizzati, sanati invece da Alemanno un anno fa. Respinte tutte e otto le istanze

Via libera del Tar alla rimozione dei cartelloni non autorizzati. Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha rigettato i ricorsi di quelle ditte pubblicitarie che chiedevano l'annullamento, previa sospensione, della delibera 425, approvata in giunta lo scorso 13 dicembre. 

Il provvedimento stabilisce che gli impianti “senza scheda” non possono più restare in piedi, neanche in via temporanea. Devono essere rimossi spontaneamente entro 90 giorni dalla deposizione dell'atto deliberativo, pena l'intervento dell'amministrazione con relative sanzioni. 

Uno stop parziale della sanatoria voluta dall'ex governo Alemanno con cui si è andati a regolamentare tutti i cartelloni sprovvisti di permesso, che ha fatto andare su tutte le furie le imprese pubblicitarie. Otto i ricorsi presentati contro l'Avvocatura Comunale, tutti e otto rimandati al mittente. 

"Non si ritiene sussistano i preupposti per l'accoglimento dell'istanza di sospensiva", si legge in una delle ordinanze del Tar. Il tribunale respinge l'istanza cautelare. Una vittoria per le associazioni che si battono contro il mare magnum di 'cartellopoli'. E che ora aspettano quel piano regolatore che Roma non ha mai avuto, se si esclude il testo del 2011 proposto da Alemanno ma mai approvato. 

"Ora Roma Capitale non ha più scuse ed è costretta sul serio a demolire le migliaia d’impianti fuorilegge, mai autorizzati e sempre tollerati". La dichiarazioni è del CILD (Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica), nel processo accanto all'Avvocatura Comunale. "La mobilitazione contro l'inquinamento da cartellone selvaggio continua, ora urge un piano regolatare". 

L'urgenza, forse, è stata recepita dalla giunta Marino, che almeno sulle dichiarazioni d'intenti sembrerebbe allinearsi a chi chiede regole ferree. Arginare finalmente un fenomeno cresciuto a macchia d'olio, senza freni, che nei decenni ha trasformato la città in un suk pubblicitario fuori controllo. Questo l'obiettivo auspicato da comitati e associazioni per la gestione di quei 30 mila impianti che imbrattano la città. 

Un caos la cui distribuzione, collocazione e gestione è oggetto di dibattito infuocato da sempre. Da anni le associazioni accusano la politica di aver alimentato la 'deregulation', e da Marino si aspettano uno storico giro di vite. Che, almeno a parole, sembra in atto. 

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Si è partiti appunto con la delibera 425, inerente cinquemila impianti non autorizzati, da eliminare a prescindere dal piano regolatore. E, sorpassato l'ostacolo Tar, si è concluso l'iter partecipativo per il nuovo regolamento. In Commissione sono stati ascoltati comitati e associazioni, ora il testo deve approdare in giunta. L'assessore al commercio, Marta Leonori, parrebbe orientata ad accogliere le istanze realmente innovative provenienti dalla cittadinanza: bando di gara per le ditte, azzeramento delle concessioni al 31 dicembre 2014 e piani di localizzazione. 

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