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"Alemanno pretese l'incasso di una tangente di 200 mila euro". L'ex sindaco: "Tutto falso"

Un articolo di Repubblica riporta un interrogatorio che il pm Ielo fece a Lorezo Cola, imprenditore di Finmeccanica nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti per l'appalto filobus. L'ex primo cittadino annuncia azioni legali

"Si tratta di affermazioni false e prive di ogni riscontro". Si difende l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno di fronte alle dichiarazioni di Lorenzo Cola manager di Finmeccanica rilasciate nell'ambito degli interrogatori sull'inchiesta sulle presunte tangenti per gli appalti filobus. Le parole dell'imprenditore sono state riportate in un articolo di La Repubblica a firma di Carlo Bonini. Nel pezzo si legge che "le carte in questione, che documentano come, quando e in che modo l'ex sindaco di Roma pretese un finanziamento illecito di 200 mila euro in una nota e macroscopica vicenda di corruzione (l'appalto per una fornitura di 45 filobus destinati al cosiddetto "corridoio Laurentina")".

Nell'articolo Bonini riprende il verbale di un interrogatorio che il pm Paolo Ielo fece a Lorenzo Cola definito "il facilitatore della Finmeccanica". Nell'articolo si spiega che "Cola svela come a Roma, negli anni della giunta di centro-destra, il Sistema prevedesse che non si muovesse un mattone e comunque un centesimo di spesa pubblica senza dover pagare dazio all'uomo battezzato dall'allora Sindaco come grande collettore, Riccardo Mancini". Per poi arrivare all'ex sindaco: "Quel Sistema fu personalmente 'aggiornato' da Alemanno".

In merito Alemanno ha annunciato azioni legali: “Nella giornata di oggi un quotidiano nazionale ha dato per l’ennesima volta ampio risalto alle dichiarazioni calunniose che Lorenzo Cola ha reso sul sottoscritto in merito alla vicenda Breda Menarini Finmeccanica" scrive in una nota. "Ribadisco, ancora una volta, che si tratta di affermazioni false e prive di ogni riscontro, che non hanno generato nessun atto istruttorio da parte della magistratura dopo l’avviso di garanzia di circa un anno fa" specifica Alemanno che conclude: "Ho dato mandato ai miei avvocati di valutare le modalità legali per tutelare la mia onorabilità rispetto a queste dichiarazioni completamente lontane dalla realtà e dalla verità”.

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