Metro C, ultima fermata ai Fori Imperiali: talpe interrate sotto le rovine romane

Ancora i fondi per il progetto della stazione di piazza Venezia non sono arrivati. La dead line è novembre. Altrimenti le Tmb andranno cementate sotto terra

Immaginiamo due ruote d’acciaio giganti di circa tre metri l’una cementate per sempre sotto i resti archeologici di via dei Fori Imperiali, senza pensare che sia fantascienza. E’ quello che accadrà alle talpe che stanno scavando il tunnel per la metro C, se il Campidoglio non troverà al più presto i fondi per il progetto della stazione di piazza Venezia. Sul tavolo dovrebbero già essere disponibili 150 milioni di euro, ma dal governo nazionale se ne attendono altri 300. 

Il Comune sta interloquendo con palazzo Chigi, ma se la somma non dovesse arrivare a stretto giro - è il monito lanciato dal consorzio di costruttori che sta realizzando la grande opera - i maxi tubi escavatori che tracciano i tunnel sotterranei per i treni verranno parzialmente interrati. Arriveranno a ridosso del Vittoriano tra luglio e agosto, ma non potranno restare ferme a lungo per ragioni di sicurezza. Il rischio che la loro presenza provochi smottamenti e crolli sotterranei è troppo alto. 

Tecnicamente avviene questo: al termine degli scavi, il corpo della talpa viene tirato indietro ed estratto, ma la testa può emergere solo in prossimità della futura stazione di piazza Venezia, dove è previsto uno sbocco, in gergo un “pozzo di estrazione”, una via di fuga. Se le Tbm (Tunnel Boring Machine) si fermeranno prima, le teste non potranno che restare sottoterra, cementate insieme al buco che dovrebbe ospitare le gallerie dei binari. 

TUNNEL BORING MACHINE-2

Questo con due conseguenze economiche importanti: il costo per la messa in sicurezza, operazione che vale circa 4 milioni di euro, insieme ad altri 40 per i danni che la società richiederebbe al Comune per la mancata realizzazione della stazione. Poi, se tra anni si volesse ipoteticamente riaprire il progetto e ricongiungere il tratto di metropolitana bisognerebbe andare nel verso opposto, da piazzale Clodio verso il centro, perché il tunnel resterebbe “tappato”. Anche qui con spese aggiuntive e tempi dilatati. Sarebbe un bel disastro. E costerebbe circa 20 milioni di euro. Un conto salato quello finale di circa 64 milioni di euro. 

Intanto si attende l’apertura delle due stazioni della tratta T3, Amba Aradam e Fori Imperiali, nodo di interscambio con la linea B. Il cronoprogramma, salvo sorprese, prevede il taglio del nastro a dicembre 2022, primavera 2023 per le stazioni archeologiche. Aspettando di capire che ne sarà di piazza Venezia. Le intenzioni di andare avanti, a meno di cambi di rotta, ci sono e la sindaca Raggi lo ha ribadito durante l'ultimo sopralluogo ad Amba Aradam: "I cittadini sono i primi a chiederci di andare avanti nella progettazione e realizzazione della terza linea metropolitana: ci hanno chiesto di proseguire oltre i Fori e oltre Venezia". Ma i tempi stringono, e il rischio è di perdere soldi, e di trasformare giganti ruote di cemento in nuovi reperti "archeologici".

POZZO 3.3 SANNIO-2

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