Roma diventa Regione e il Lazio diviso a metà: ecco la proposta di Morassut

E' quanto contenuto nella proposta di legge presentata ieri dal deputato Pd e dal senatore Ranucci. Da 20 le regioni passerebbero a 12: la provincia di Viterbo inglobata nella Regione Appenninica, Latina e Frosinone con la Campania

La conferenza stampa di presentazione (foto da www.robertomorassut.com)

Uno statuto speciale per la Capitale che diventerebbe la 'Regione di Roma Capitale' inglobando i confini dell'ex provincia, oggi Città metropolitana. E una netta sforbiciata alle regioni italiane che dovrebbero passare da 20 a 12 con il Lazio che verrebbe smembrato in più parti: la provincia di Viterbo finirebbe nella Regione Appenninica insieme alla Toscana e all'Umbria mentre Latina e Frosinone si fonderebbero con la Campania formando la Regione Tirrenica. E' il progetto contenuto nella proposta di legge costituzionale che punta alla revisione dell'articolo 131 della Costituzione presentata ieri alla Camera dai parlamentari Pd Roberto Morassut e Raffaele Ranucci.

Se da un lato le regioni “hanno contribuito alla crescita delle comunità locali, alla tutela del patrimonio storico e ambientale, allo sviluppo delle infrastrutture e dell'impresa ed alla estensione del welfare” spiegano i due parlamentari “non può negarsi che negli ultimi 15 anni circa sono venute crescendo a livello regionale forme di dispersione della pubblica amministrazione con sprechi di danaro pubblico e con forme di inquinamento non controllabili”. Quello delle regioni per il deputato e il senatore è spesso stato un compito non assolto: “Hanno abdicato la loro funzione di programmazione” anche “attraverso la proliferazione di società controllate e enti troppo spesso sottomessi alla invasione delle lobby e delle lottizzazioni di correnti partitiche, sindacali e di organizzazioni di interesse in genere”.

La proposta di Ranucci e Morassut va quindi nella direzione di una semplificazione del sistema regionale che permetta “di ridurre la spesa pubblica, razionalizzare i costi evitando la proliferazione di troppi centri decisionali di spesa e di programmazione” continuano. Altra motivazione addotta è “la necessità di semplificare e snellire il quadro normativo e legislativo che regola aspetti essenziali della vita economica del paese”. Infine “il processo di integrazione europea pone naturalmente l'esigenza di ridurre l'articolazione regionale in tutti i Paesi e le Nazioni che fanno parte della Unione Europea”.

Ad esprimersi contro la proposta dei due parlamentari democratici Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria che unisce le imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo: “E' fuorviante e non è condivisibile dal sistema delle imprese del Lazio perché porterebbe ad un ridimensionamento territoriale della nostra Regione senza alcun vantaggio né economico, né sociale né culturale, anzi questa proposta causerebbe una grave riduzione della capacità del Lazio di creare ricchezza" ha dichiarato. La controproposta di Stirpe è quella di una Città Regione dentro la quale siano abolite le province: “Ci auspichiamo fortemente che si lavori ad una vera integrazione di tutti i territori proprio nell'ottica di rendere Roma una grande Città Regione”.

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