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Pnrr, la scure del Governo colpisce anche Roma. Ecco i grandi progetti a rischio

Sono 15,9 i miliardi che Fitto sposta e promette di rifinanziare con altre risorse, ma dal Campidoglio ci sono scetticismo e preoccupazione. Caudo: "Abbiamo già affidato i cantieri, così rischiamo rallentamenti e stop"

Il Governo ha deciso di riscrivere il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall'Unione Europea nel 2021, modificando 144 progetti dei 349 che ancora devono essere realizzati entro la scadenza, imposta da Bruxelles ai paesi membri, del 2026. In totale si tratta di 15,9 miliardi di euro. Una decisione che coinvolge anche la Capitale e che preoccupa la politica, in particolare la commissione speciale Pnrr presieduta dall'ex assessore all'urbanistica Giovanni Caudo. 

Il taglio del Pnrr mette a rischio anche Roma

Andando nel dettaglio, il ministro Raffaele Fitto ha annunciato uno spostamento di fondi che riguardano, tra gli altri,  la valorizzazione del territorio e l'efficienza energetica dei Comuni per 6 miliardi, la rigenerazione urbana per 3,3 miliardi, i piani urbani integrati per 2,5 miliardi, il rischio alluvione per 1,287 miliardi, servizi e infrastrutture sociali di comunità per 725 milioni di euro. Anche la tratta ferroviaria Roma-Pescara finisce nel calderone del rifinanziamento, anche se il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini rassicura: "E' confermata". Ma verrà fatta con altri fondi. La decisione, però, non lascia tranquilli i sindaci e in particolare a Roma l'aria si fa pesante. 

Ci sono 180 milioni di euro in ballo 

Giovanni Caudo, eletto in Campidoglio con Roma Futura e nominato presidente della commissione speciale Pnrr, denuncia il rischio di non vedere realizzati importanti progetti previsti e già impostati grazie ai fondi Pnrr. "Il documento di revisione del Pnrr messo a punto dal governo Meloni e dal ministro Fitto  - spiega - taglia 3,3 miliardi di finanziamenti per i Programmi Urbani Integrati, che a Roma significa mettere in discussione il più importante intervento, cioè 180 milioni di euro, nelle periferie: a Corviale, Tor Bella Monaca e Santa Maria della Pietà. Non si cancellano i progetti, si definanziano dal Pnrr per spostarli su altre fonti che però non vengono indicate".

Caudo: "Appalti già aggiudicati e progettazione in corso"

Come ricorda Caudo, che ai tempi della giunta di Ignazio Marino aveva la delega all'Urbanistica ed è docente a Roma Tre, i Piani Urbani Integrati rappresentano 180 milioni di euro di appalti già aggiudicati "e con la progettazione in corso e l'istruttoria da avviare per aprire i cantieri entro dicembre 2023" ricorda il consigliere, capogruppo di Roma Futura. "Il vero danno è l’incertezza - continua Caudo -, Tutto si rallenterà e si fermerà. È stato complicato tenere la giusta tensione per rispettare i tempi, ma ora tutto questo rischia di fermarsi. Appalti già aggiudicati che ora si rischia di dover pagare con altre fonti di finanziamento che però non vengono indicate. Oltre 3 miliardi di euro, dedicati alla rigenerazione urbana, spostati per finanziare il capitolo del Repower-EU sulla questione energetica".

Cosa diceva Gualtieri a dicembre 2022

A dicembre scorso, durante una seduta della commissione speciale Pnrr, il sindaco Roberto Gualtieri fece un punto della situazione rispetto ai progetti Pnrr approvati a Roma e sui PUI, i piani urbani integrati, riferiva: "Sono già stati assegnati 53 milioni di euro supplementari - le sue parole - con il valore iniziale totale pari a 330 milioni. Per i progetti che prevedono invece la possibilità di accedere al Fondo attraverso una procedura automatica di pre-assegnazione di un importo aggiuntivo "laddove tali progetti riuscissero ad avviare le procedure di affidamento entro il 31/12/2022 - fa sapere Gualtieri - , un importo aggiuntivo pari a circa 32 milioni di euro potrebbe essere destinato a Roma Capitale". Tutti questi calcoli, però, a oggi rischiano di non valere più e subire rallentamenti pericolosi. 

I progetti dedicati al sociale e alla rigenerazione urbana

Sulla rigenerazione delle periferie l'amministrazione Gualtieri puntava e punta moltissimo. Come detto, i PUI venivano finanziati dal Pnrr con 330 milioni di euro, con particolare attenzione alle biblioteche, che vedranno un ampliamento ed efficientamento degli spazi, ma anche ad esempio al recupero del complesso monumentale dell'ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà, con una ristrutturazione eco sostenibile con al centro servizi sociali e culturali, tre progetti innovativi per la qualità dell'abitare (Pinqua) per 40 milioni di euro e nove interventi per la riduzione di emarginazione e degrado, con un costo di 10 milioni. Oltre ai PUI, il Pnrr finanzierà progetti per l'inclusione sociale e lavoro con 16 milioni di euro, 21 milioni per percorsi di automia delle persone con disabilità, housing first e stazioni di posta con 18,5 milioni di euro. 

"Non si specifica quali fondi verranno utilizzati"

Come spiega ancora Giovanni Caudo, per quanto riguarda l'intervento M5 C2, investimento 2.1 (progetti di rigenerazione urbana volti a ridurre emarginazione e degrado sociale) e investimento 2.2 (PUI, progetti generali), il ministero comunica che si ricorrerà a fonti di finanziamento nazionali "al fine di agevolarne l'attuazione e di facilitare i relativi processi di rendicontazione". E inoltre, le risorse Pnrr precedentemente allocate ai due interventi menzionati, il Governo vuole reindirizzarle a favore di misure per il contrasto della povertà energetica e la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico, cioè quanto viene previsto dal REPowerEU, cioè le proposte per la revisione del Pnrr licenziate il 27 luglio scorso. "Le criticità a cui ci si riferisce nel documento  - conclude Caudo - sono però indicate in modo generico, si parla di frammentarietà degli interventi ma a Roma per esempio non è così, perché i PUI sono concentrati in tre poli. E poi si accenna al principio del 'Non arrecare danno significativo', ma anche questo principio non è mai stato messo in discussione nei progetti romani".  

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