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Via di San Gregorio: il taglio dei pini non era autorizzato dalla Soprintendenza

Non è passato per la Soprintendenza l'abbattimento degli alberi a ridosso dell'area archeologica del Palatino. Ora se ne chiede la sostituzione

Non è passata per gli uffici della Soprintendenza la decisione di abbattere i pini di via San Gregorio. La strada è quella che collega il Circo Massimo con il Colosseo. Ed è anche da lì che si accede al Palatino, una delle aree archeologiche di maggior pregio della città.

La richiesta di chiarimenti

Il recente abbattimento di questi alberi, per l’importanza che riveste la zona in cui sono presenti, non poteva passare inosservato. Tuttavia ancora oggi non sono state comunicate le ragioni che hanno spinto ad azionare le motoseghe. Per far luce su quanto sta accadendo  l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico ha scritto all’amministrazione cittadina ed al Ministero dei beni culturali.

Una zona vincolata

Le risposte per ora pervenute non hanno contribuito a svelare il mistero su chi abbia autorizzato quegli abbattimenti. La Soprintendenza speciale ha infatti risposto “di non aver ricevuto alcuna istanza di autorizzazione in merito ai tagli”. La zona in questione è però tutelata da vincolo paesaggistico e culturale e quindi non è di secondaria importanza comprendere le ragioni che hanno spinto ad azionare le motoseghe. Se lo chiedono i romani e, in uno scenario post-pandemico, se lo domanderanno i turisti che vedranno delle ceppaie sul marciapiedi che portano al Palatino.

I pini tagliati

Nella zona, peraltro, è in corso il progetto sperimentale di salvaguardia dei pini attaccati dalla cocciniglia tartaruga. E quindi stupisce che, al posto dei trattamenti endoterapici e dei lavaggi delle chiome, si proceda all’abbattimento degli alberi. Qui pini, ha ricordato la Soprintendenza, erano stati  “piantati negli anni Trenta per creare la quinta scenografica che rafforzasse la qualità estetica dei nuovi viali”.

No ad interventi estemporanei

L'abbattimento di questi alberi, quindi, non contribuisce solo a depauperare il patrimonio forestale cittadino. La loro presenza aveva una precisa funzione estetica. Motivo in più per procedere con “obbligate sostituzioni”. Operazioni che, è stato sottolineato sempre dalla Soprintendenza, siano “pianificate nel corso del tempo e non siano il frutto di decisioni estemporanee e di urgenze, dettate da interventi errati di impiantistica sotterranea, dagli adeguamenti del traffico e dalla mancanza di manutenzione”.

Dagli annunci ai fatti

I pini romani, a maggior ragione quelli inseriti in contesti di alto pregio archeologico, com’è nel caso delle alberature di via San Gregorio, meritano attenzione. Ed anche interventi coordinati.  Il Campidoglio dopotutto ha istituito un apposito tavolo tecnico, ma  adesso “E’ necessario mettere in pratica le dichiarazioni di intenti” ha sottolineato la Soprintendenza . In sostanza non bastano gli annunci.

La necessaria condivisione 

Serve mettersi al lavoro in modo che “la trasformazione della configurazione del verde urbano avvenga in modo controllato e condiviso dalla cittadinanza”. Inutile sottolineare che, in relazione al tagli dei pini di via San Gregorio, la cittadinanza non sia stata minimamente informata. “Ora giungono le prime risposte” ha commentato Stefano Deliperi, del Gruppo d’Intervento Giuridico “ma di sicuro non finisce qui”.
 

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