Martedì, 16 Luglio 2024
Lo scontro

La rivolta di Roma contro i tagli di Salvini: "Anello ferroviario è opera indispensabile"

Dal M5s a Italia Viva e il minisindaco del Pd, coro unanime contro il definanziamento della linea Vigna Clara-Tor di Quinto. Il Mit e la Lega rassicurano: "E' solo rimodulazione risorse, opera si farà"

“L’anello ferroviario deve essere chiuso e portato a termine. È una infrastruttura strategica per il territorio”. Anche l’ex assessora alla Mobilità ai tempi della giunta Raggi, Linda Meleo, interviene nel dibattito relativo al definanziamento della linea Vigna Clara-Tor di Quinto. Uno dei tasselli mancanti per giungere alla tanto agognata chiusura della Circle Line di Roma.

I tagli di Salvini alla chiusura dell’anello ferroviario

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, nell’ambito della rimodulazione delle risorse del Pnrr già allocate per il 2023 ha infatti deciso di spostare 2,5 miliardi di euro “su progetti con fabbisogno urgente”. Questo a discapito delle opere non immediatamente cantierabili, come appunto la ferrovia sull’arco nord di quello immaginato come il “Gra dei treni”. E a Roma, che attende l’opera da quasi un secolo, è scoppiata la rivolta contro la scelta del ministro leghista. 

Un secolo di attesa: cosa manca per chiudere l’anello ferroviario di Roma

Le opposizioni insorgono

“Il definanziamento non può essere accettato passivamente, perché da decenni ormai si parla di una cura del ferro per la Capitale che non può subire ulteriori ritardi. Non si possono lasciare progetti e cantieri a metà: il Campidoglio e la Regione si facciano portavoce presso il ministro Salvini per trovare al più presto nuovi fondi per queste opere fondamentali”, l’esortazione che arriva da Meleo. “Salvini e Meloni umiliano Roma: cancellano la chiusura dell’anello ferroviario e scippano le risorse già stanziate per la Capitale”, il commento di Luciano Nobili di Italia Viva.

“È un fatto gravissimo: cancellano un’opera strategica per migliore la mobilità di centinaia di migliaia di cittadini e indeboliscono Roma nel momento in cui la città, tra il Giubileo e la candidatura a Expo, ha un drammatico bisogno di potenziare le proprie infrastrutture. Grazie a Salvini e Meloni invece salta un collegamento ferroviario fondamentale che si sarebbe integrato con le reti ferroviarie nazionali, regionali e con quelle del trasporto pubblico locale. Un colpo inaccettabile del governo contro Roma che - attacca l’ex deputato - arriva nel silenzio assordante della Regione Lazio e del Campidoglio, e che noi contrasteremo in ogni sede istituzionale”. 

Salvini sposta i soldi al nord e lascia a Roma le briciole: tutte le opere investite dai tagli

Il Mit replica: “Opera si farà”

Il Mit e la Lega provano a placare le proteste. “Nessun rallentamento sull'anello ferroviario di Roma, su cui il Mit guidato dal vicepremier e ministro Matteo Salvini è determinato ad andare fino in fondo. Lo spostamento di fondi - spiegano dal dicastero di porta Pia - è una scelta puramente tecnica, dettata dalla necessità di rispettare i paletti di Bruxelles sul Pnrr, ma nel concreto non causerà rinvii o rallentamenti. In generale, è doveroso ribadire viste le polemiche strumentali che nessuna opera è stata definanziata: si tratta solo di rimodulazioni di risorse, una scelta necessaria per lo stato di avanzamento di alcuni interventi”. 

“Non ci sarà alcun rinvio o rallentamento”, rassicura il sottosegretario al ministero del Lavoro e senatore laziale della Lega, Claudio Durigon.  “Le opposizioni si sbagliano se credono che attaccando il ministro Salvini i romani si dimenticheranno della loro incompetenza pluridecennale". 

“Per il 2024 c’è già l’impegno del Mit per le opere previste garantendo il rispetto dei cronoprogrammi. Le risorse sono assolutamente garantite e solo dall’anno prossimo potranno essere spese: alcuni progetti sono immediatamente cantierabili, altri ancora no. Per l’anello ferroviario questa è la volta buona”, ne sono certi dal gruppo capitolino Lega Salvini Premier. 

Salvini prova a placare le polemiche sui tagli per l'anello ferroviario di Roma. Il Mit: "Opera si farà"

La rivolta di Roma nord 

Intanto però sui territori è rivolta. In particolare a Roma nord dove, dopo 32 anni di attesa, è stata riattivata la linea Vigna Clara-Valle Aurelia. Per il completamento dell’arco nord dell’anello ferroviario manca il tratto che va sino a Val D’Ala, con fermata intermedia a Tor di Quinto. “Non ci sto a farmi portare via il sogno della chiusura dell'anello ferroviario. Da troppi anni questa città aspetta una circle line modello europeo, è ora di rispettare l'impegno preso con i cittadini”, scrive Cristina Tabarrini. È la presidente del comitato civico “I Quartieri della Stazione di Vigna Clara e Dintorni”, nel 2021 candidata consigliera municipale con la Lega, che si è battuta per la riattivazione della stazione Vigna Clara. 

“Opera indispensabile per intera città”

“E’ una brutta notizia quella del definanziamento sul progetto della chiusura dell’anello ferroviario. Un’opera indispensabile per l’intera città, attesa da anni e su cui nell’ultimo anno e mezzo con l’amministrazione capitolina ed RFI abbiamo lavorato concretamente andando avanti con la progettazione e la programmazione. Una scelta poco seria del Governo, che - ha sottolineato in una nota il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati - ha trasferito gli stessi fondi per altre opere al nord e che dimostra ancora una volta il poco interesse per le periferie romane e per la loro crescita. La promessa è che gli stessi fondi saranno reinseriti nella legge di Bilancio di fine anno, ma noi alle promesse preferiamo i fatti e per questo non resteremo a guardare. Per il nostro territorio e per Roma”. In Municipio XV, su richiesta della consigliera Irene Badaracco (M5s), è stata convocata una commissione Mobilità urgente per discutere del definanziamento della linea Vigna Clara-Tor di Quinto e per il raddoppio della tratta tra Cesano e Vigna di Valle sulla Roma-Viterbo (234 milioni di euro). 

Dunque non solo tagli ai fondi destinati all’anello ferroviario. "Il definanziamento delle opere del centro-sud non ha giustificazioni. Un grave danno per il Lazio e per tutto il centro Italia che, tutto d'un tratto, perde infrastrutture che attendeva da anni. Dalla Roma-Pescara al raddoppio della Orte-Falconara, passando per il potenziamento della tratta Lunghezza-Guidonia per concludere con la chiusura dell'anello ferroviario di Roma. Finanziamenti che il Ministero dice che recupererà, lasciando però del tutto vago il come. In realtà il ragionamento che c'è dietro è semplice: intanto spostiamo risorse altrove, poi vediamo. Nulla di complicato - osserva il segretario del Pd Lazio, Daniele Leodori - è solo un anticipo di cosa intendono per autonomia differenziata".

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