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Nidi e materne, è emergenza supplenti: "Misure Cattoi insufficienti"

L'assessore Cattoi lancia pacchetto con misure d'emergenza incentrate su una maggiore flessibilità di orario. Il presidente dell'VIII, Andrea Catarci: "Serve sblocco graduatorie"

Graduatorie bloccate e scuole in crisi.  Nidi e materne di Roma soffrono sempre di più la carenza di supplenti, con classi che in assenza degli insegnanti ordinari vengono accorpate o frazionate. Con conseguenza che le proteste dei genitori sono all'ordine del giorno e che spesso  i bambini disabili sono impossibilitati a usufruire dei percorsi specifici normalmente garantiti. Nel peggiore dei casi poi, i bambini tornano a casa. Accade in diverse zone della Capitale e le lettere di denuncia dai parlamentini si sommano l'un l'altra sulla scrivania del sindaco Marino, da mesi. 

"Al giorno mancano in media 3 supplenti su tutte le strutture del territorio, è una criticità che coinvolge senza troppe differenze materne e asili nido di tutti i quartieri". A parlare è Alessandra Ferretti, assessore alla scuola del I Municipio, centro storico e Prati. "In totale mancano 15 insegnanti per le supplenze". 

Stessa situazione in VI e VII, con lamentale scritte dei presidenti Marco Scipioni e Susanna Fantino, e in VIII Municipio. Il minisindaco Andrea Catarci denuncia da mesi un quadro grave con continue segnalazioni all'assessore capitolino alla scuola, Alessandra Cattoi. “Da difficoltosa la situazione è diventata insostenibile. Lo scorso 17 gennaio, abbiamo registrato l’ennesimo grido d’allarme, stavolta dalla Scuola dell’Infanzia Casa dei Bimbi". Solo una delle tante scuole che si sono rivolte con missive al Municipio.  

MISURE TEMPORANEE PER FAR FRONTE ALL'EMERGENZA - Da parte sua l'assessore Cattoi prova a mettere una toppa con "misure temporanee (fino al 31 maggio, ndr)" per tamponare la "situazione d'emergenza". Garantire flessibilità nell'orario di lavoro delle supplenti sembrerebbe la chiave di volta. 

ORARI PIU' FLESSIBILI - Si legge nella nota stampa diffusa dall'assessore: "Le supplenti incaricate copriranno l’intero turno di lavoro pomeridiano, di 6 ore, anziché di 4,5 come previsto attualmente". E ancora "potranno effettuare 3 ore di straordinario retribuito, una volta a settimana, solo in caso di necessità di sostituzione, anticipando l’orario di entrata nel caso di turno di lavoro pomeridiano oppure posticipando l’orario di uscita". o, in alternativa, "potranno effettuare ore di straordinario a recupero per un massimo di 3 ore, oltre l’orario di servizio previsto, solo in caso di necessità di sostituzione, anticipando l’orario di entrata in caso di turno di lavoro pomeridiano oppure posticipando l’orario di uscita". Misure che però convincono poco i presidenti dei Municipi, primo fra tutti lo stesso Catarci. 

"PROVVEDIMENTI INSUFFICIENTI" - "Allungare l'orario di lavoro non può essere sufficiente. Serve necessariamente un rinforzo di organico, con lo sblocco delle graduatorie". O almeno, “se Roma Capitale non ha intenzione di intervenire immediatamente ci metta nero su bianco l’unica alternativa che resta: chiudere in anticipo le scuole dell’infanzia e gli asili nido, eliminando l’apertura pomeridiana per concentrare tutto il personale disponibile sulla mattina e causando una vera e propria catastrofe per centinaia di famiglie”. 

Perplessa sul pacchetto Cattoi anche l'assessore Ferretti, del I Municipio. "E' chiaro che se il personale numericamente non cresce la situazione verosimilmente resterà tale e quale a questa". 

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