Rom, Cutini: "Alleggerire i campi favorendo i piccoli insediamenti"

La strategia sui rom è questa, all'opposto di quanto fatto dall'ex sindaco Alemanno. Associazione 21 Luglio: "Manca un progetto, e su via Salviati neanche una parola"

Basta ribaltare la strategia emergenziale di Alemanno per capire come ha intenzione di muoversi la nuova Giunta. Sul fronte rom la linea è questa: alleggerire i campi e creare piccoli insediamenti facilmente controllabili, in nome dell'inclusione sociale e con il coinvolgimento degli stessi romani nel processo. Lo ha annunciato ieri l'Assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarietà, Rita Cutini, nell'ambito di un seminario operativo sull'adozione a Roma della Strategia nazionale di inclusione di Rom, Sinti e Caminanti. 

Alla conferenza erano presenti i presidenti e gli assessori alle Politiche sociali dei Municipi, le associazioni e gli operatori del territorio, esponenti delle comunità nomadi romane. “Dobbiamo impostare un rapporto basato sulla fiducia tra le istituzioni, le associazioni e le comunità Rom”, ha detto l'Assessore.

"STOP AI GRANDI CAMPI" - “Lavoriamo insieme per superare da un lato la logica dei campi, e muoverci verso una politica di inclusione sociale, dall’altro per coinvolgere i cittadini romani affinché si sentano parte di un progetto di integrazione che tenga conto dei diritti di tutti”. Qui il delicato compito dei Municipi che per primi si dovranno fare interlocutori tra la cittadinanza, le comunità e l’istituzione centrale. Ruolo fondamentale delle nuove linee guide andrà poi alla scuola.

SCUOLA - “Quando si parla di scolarizzazione Rom si parla di diritto allo studio e pertanto si opera nella direzione tracciata dalla normativa che ci obbliga a mettere in campo tutte le forze possibili per rimuovere gli ostacoli". Così l'Assessore alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari opportunità, Alessandra Cattoi. "In tal senso è opportuno analizzare i dati in nostro possesso per poi iniziare a collocare nell’orizzonte dei prossimi anni alcune azioni di sistema che ci consentano di ottenere risultati sempre migliori". 

E VIA SALVIATI? - Questo il succo dell'interlocuzione. Peccato che su quella che sarebbe la cartina al tornasole di parole e intenzioni non ci si è espressi in alcun modo. Su via Salviati e La Martora neanche un accenno. "Siamo delusi - spiega Carlo Stasolla dell'Associazione 21 Luglio - la teoria c'è ma un piano per avere valore reale deve dare dei numeri, dei tempi, dei dati logistici".

Alleggerire i campi, va bene, ma in che modo? Per adesso dettagli concreti non ce ne sono, nè sulla linea generale nè su Tor Sapienza, il primo banco di prova del nuovo di governo sul tema rom, dove intanto le famiglie rimaste dopo lo sgombero del 12 settembre e lo spostamento alla Martora del 19, stanno cedendo.

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"Hanno i nervi a pezzi, qualcuno giorni fa aveva pensato di tornare a Castel Romano, ma dopo la sassaiuola dell'altra notte sono tornati subito sui loro passi" continua Stasolla. Le alternative prospettate dal Comune, e rifiutate dai rom, restano le stesse: il maxi villaggio sulla Pontina, centri di accoglienza non meglio precisati per donne e bambini, via Salaria. Il tutto con l'interrogativo: eventuali spostamenti comporteranno lo smembramento dei nuclei familiari? Così dicono i rom, smentiti dallo stesso Assessore: "Mai neanche pensato di dividere le famiglie". 

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