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Marcello De Angelis e le dichiarazioni sulla strage di Bologna: il Pd non si ferma. Chiesti provvedimenti disciplinari

Bonafoni e Ciarla interrogano la giunta Rocca: "Il codice di comportamento dei dipendenti parla chiaro". L'ex estremista nero aveva messo in discussione la matrice nera dell'attentato a Bologna del 2 agosto 1980

Il 1° settembre alle 11 si terrà un consiglio regionale straordinario e all'ordine del giorno ci sarà la discussione sulla figura di Marcello De Angelis, responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio accusato dalla sinistra di aver negato la matrice neofascista dell'attentato di Bologna del 2 agosto 1980 e di aver dato del bugiardo (non esplicitamente) al Capo dello Stato, con un post Facebook pubblicato in tarda serata il 3 agosto. Francesco Rocca non lo ha rimosso dal suo incarico, rinnovandogli la fiducia, mentre il Pd Roma ha organizzato ieri 9 agosto un sit-in a Garbatella per chiedere le dimissioni. Ma non è finita qui: due consiglieri regionali hanno presentato un'interrogazione in cui chiedono provvedimenti disciplinari. 

L'interrogazione è stata protocollata giovedì 10 agosto dal capogruppo Pd Mario Ciarla e dalla coordinatrice della segreteria nazionale del Pd, Marta Bonafoni, consigliera passata al Pd pochi mesi fa. "Abbiamo chiesto a Rocca - fanno sapere - se siano stati avviati provvedimenti disciplinari nei confronti del responsabile comunicazione Marcello De Angelis. Il codice di comportamento dei dipendenti regionali, infatti, stabilisce chiaramente che il personale della Regione debba astenersi 'dal creare condizioni o assumere comportamenti che possano portare danno o creare discredito all'amministrazione di appartenenza' e che è necessario evitare 'qualsiasi dichiarazione che possa comunque nuocere all'amministrazione, anche sotto il profilo del prestigio e dell'immagine'".

Per Ciarla e Bonafoni, ma in generale per tutto il centrosinistra all'opposizione alla Pisana, le opinioni espresse da De Angelis il 3 agosto (ribadite, sotto forma di scuse, in un post successivo) il post dell'ex deputato e senatore di centrodestra esprime "frasi gravi e infondate sulla strage di Bologna - accusano - unite alla negazione della matrice fascista e al giudizio sui processi". De Angelis così facendo "provoca dolore e sgomento, e ha di certo posto la Regione sotto i riflettori, con un evidente discredito per l'istituzione e per l'amministrazione regionale". "E'doveroso capire se siano state attivate perlomeno le procedure disciplinari nei confronti di De Angelis".

 

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