Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Storace: "No a mero adeguamento lessicale Regione a Europa"

"In più occasioni abbiamo parlato dell’incapacità di costruire un vero sentimento europeo che accumunasse i Paesi facenti parte dell’Unione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

“Domani, al Consiglio regionale del Lazio, si discuterà dei rapporti della nostra Regione con la Comunità europea. E’, infatti, iscritto all’ordine dei lavori il punto riguardante la proposta di legge su “Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della Regione”.

E’ quanto scrive sul suo blog, Francesco Storace, capogruppo al Consiglio regionale del Lazio.

“Si tratta di un argomento al quale siamo particolarmente sensibili soprattutto in questo preciso momento storico a causa, purtroppo, della condizione di crisi generale che sta investendo il vecchio continente e, di conseguenza, l’Italia. Una situazione che in più occasioni non abbiamo esitato ad imputare all’Unione europea così come abbiamo imparato a conoscerla, nostro malgrado.
In più occasioni abbiamo parlato dell’incapacità di costruire un vero sentimento europeo che accumunasse i Paesi facenti parte dell’Unione, più legati dalla moneta unica che da una politica comune.

In questo contesto di critica nei confronti dell’Ue la nostra posizione rispetto alla materia di cui dibatteremo in Aula consiliare sarà volta alla proposizione di interventi migliorativi del testo – continua Storace - puntando con decisione sulla tutela, salvaguardia e identità delle specificità regionali e dei cittadini del Lazio.

L’Unione europea ha già tolto grandi parti di sovranità al nostro popolo, e non siamo intenzionati a cedere su questioni che possono intaccare gli interessi dei cittadini, ai quali intendiamo restituire il ruolo centrale nella politica. E intendiamo farlo nell’assemblea elettiva del Lazio, quella in cui è rappresentato il voto popolare, perché questo è il luogo appropriato.
L’occasione di domani servirà per ribadire l’importanza del Consiglio regionale, e quindi del popolo che rappresenta, anche in ambito europeo. La disciplina tra Regione Lazio e Ue, infatti, non può prescindere dalla centralità degli interessi dei cittadini. Sussidiarietà  - prosegue Storace - autonomia e identità devono essere le fondamenta su cui questo rapporto si basa.

Questa visione ci ha portato a presentare una serie di emendamenti sui quali ci confronteremo in aula con le altre forze politiche, e che pongono al centro la questione popolare e della sovranità.

Nello specifico, vogliamo assicurare i diritti dei cittadini promuovendo riforme dei Trattati dell’Ue, della Bce e della politica economica europea, col fine di realizzare una vera Europa dei popoli.
Imprescindibile, in questo ambito, una contestuale e veloce comunicazione da parte dello Stato agli organi regionali, e conseguentemente al Consiglio regionale, delle disposizioni e iniziative di carattere comunitario che riguardino le realtà locali.

Per le questioni di maggiore rilevanza, inoltre, chiediamo il passaggio in Aula consiliare, intervenendo anche sull’anomalia della legge Buttiglione secondo cui una Regione potrebbe addirittura inviare osservazioni differenti sullo stesso argomento. Servono, invece, maggiore uniformità e chiarezza, principi che ispirano appunto la riscrittura dell’articolo 4 della legge in discussione, e anche le correzioni all’articolo 17, in cui La Destra chiede di intervenire agendo sulle modalità di formazione dell’intesa o accordo da parte della Regione con Stati esteri o enti locali lì ricadenti, specificandone l’approvazione a maggioranza assoluta in Consiglio regionale, e investendo il popolo, che può chiedere un referendum confermativo raccogliendo 50mila firme. Sulla valutazione degli interventi, dunque, è chiamato in causa direttamente il popolo, quello che concretamente forma prima la regione e poi l’Europa, e che diventa centrale negli indirizzi verso l’Ue.

Gli interessi da rispettare e tenere in considerazione primariamente sono quelli dei cittadini e del territorio – conclude Storace - nel rispetto della sovranità popolare. Non vogliamo sottostare a quello che viene deciso dall’alta finanza o da Bruxelles, non vogliamo un adeguamento esclusivamente lessicale e di nomenclatura ai dettami dell’Unione europea. Pretendiamo che la nostra Regione, dove ha sede la Capitale d’Italia e che quindi ancor più deve essere portavoce di una nazione, veda rispettati i cittadini e i loro interessi. Al contrario, non accettiamo compromessi né atteggiamenti di sudditanza verso un’Europa che deve imparare a rispettare il popolo.
E’ questa la logica che porteremo in Consiglio regionale domani”.

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