Piazza Indipendenza fa scuola: "Senza alternative stop sgomberi"

Direttiva del Ministro Minniti ai prefetti: sgomberi sospesi in assenza di soluzioni alternative. Dall'Anci l'appello: "Comuni non siano lasciati soli". Intanto le chiese diventano l'ultima spiaggia per famiglie e migranti

I disordini scoppiati a Piazza Indipendenza tra forze dell'ordine e migranti riaccendono i riflettori sul tema dell'accoglienza e sulla necessità di adottare soluzioni concrete e dignitose per rispondere ad "un'emergenza" ormai perenne. E alle esigenze di profughi e migranti si sommano quelle delle famiglie senza casa, in attesa di un tetto. 

Senza alternative stop sgomberi: la direttiva Minniti

Temi sui quali è intervenuto il Governo. Senza una soluzione di alloggi alternativa da parte delle autorità, tutti gli sgomberi sono sospesi. E' questa la nuova direttiva del ministro dell'Interno Marco Minniti inviata ai prefetti dopo gli scontri tra rifugiati e polizia avvenuti il 24 agosto nel cuore di Roma

Secondo quanto riportato da Il Messaggero "a occuparsi di dove sistemare gli occupanti abusivi saranno proprio i rappresentanti del governo, anche a prescindere dalle indicazioni delle amministrazioni locali".

Da qui la possibilità di requisire palazzi pubblici in cui ospitare almeno in una prima fase le persone che hanno perso l'alloggio. Solo famiglie con minori o anziani entreranno in un circuito di accoglienza più stabile. 

La posizione dell'Anci

Ma i Comuni non ci stanno a giocare il ruolo di capro espiatorio. "Far rispettare la legge, restituire ai proprietari il possesso dei propri immobili non solo è sacrosanto ma è quello che ci si aspetta da uno Stato di diritto. Le persone sgomberate a Roma peraltro nulla hanno a che fare con il sistema di accoglienza Sprar da parte dei Comuni. Sistema che è ben lontano dal collasso se è vero che sono ancora pochi gli enti locali che vi hanno aderito: 1.200 su 1.800" - ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, sollecitato dalla sindaca Virginia Raggi sul ruolo dell'associazione dei Comuni nella gestione dell'accoglienza.

Decaro ha poi ricordato come gran parte del flusso migratorio sia gestito dalle prefetture attraverso i centri governativi Cas e Cara. Un tema, quello dell'accoglienza, che a Roma si intreccia con quello dell'emergenza abitativa.

"Le immagini di quanto è successo a Roma creano un impatto emotivo che porta a un giudizio semplicistico. Invece la situazione è complessa e la verità è nel mezzo" - ha detto il presidente dell'Anci. 

Accoglienza ed emergenza abitativa: "Non lasciate Comuni da soli"

"Ha ragione il capo della polizia Gabrielli quando sostiene che il tema delle occupazioni non si risolve con gli sgomberi ma trovando soluzioni alternative. Ma non si possono lasciare soli i Comuni ad individuare e gestire queste soluzioni. Tutte le articolazioni dello Stato - ha concluso Decaro - devono fare sistema e responsabilmente affrontare situazioni di particolare gravità". Unione d'intenti e sinergia quanto auspicato dal sindaco di Bari: "Sgomberi di quella entità devono vedere insieme, fianco a fianco, tutti gli attori: prefettura, magistratura, forze dell'ordine e servizi sociali del Comune".


Sgombero Piazza Indipendenza: la Chiesa "striglia" la politica

E mentre i luoghi di culto sembrano essere l'ultima spiaggia per rifugiati e famiglie in emergenza abitativa, con la tendopoli che da due settimane occupa Piazza Santi Apostoli a trincerarsi dietro i cancelli della Basilica col timore di uno sgombero, anche la Chiesa dice la sua. 

"Sconcerto e dolore per la violenza che non è accettabile da nessuna parte" - questa la riflessione sullo sgombero dei rifugiati in via Curtatone e a piazza Indipendenza del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, durante il Meeting di Comunione e liberazione (Cl) a Rimini.

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"Doveroso - ha detto il porporato - l'intervento della politica. Se c'e' la volontà si possono trovare soluzioni e abitazioni alternative". Soluzioni che su accoglienza ed emergenza abitativa la Capitale ha rimandato per troppo tempo. Tra polemiche e piani inattuati Roma è rimasta a guardare. 
 

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