Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Stipendi capitolini, braccio di ferro tra sindacati e Comune: "Trattativa farsa"

La denuncia viene dalla Cisl Fp. Il vicesindaco Nieri: "Il dialogo non si è mai interrotto". Di Cola: "Risulta difficile capire". Intanto per i dipendenti cambieranno molte cose

Un momento di protesta dei dipendenti capitolini (Immagine di repertorio)

Non accenna ad allentarsi la tensione tra sindacati e amministrazione capitolina attorno all’approvazione del nuovo schema di salario accessorio che cambierà il modo di lavorare di oltre diecimila dipendenti comunali. Anche nella giornata di ieri, dopo i momenti concitati di venerdì davanti a palazzo Senatorio culminati con l’aggressione al segretario generale Iudicello, è proseguito un secco botta e risposta tra i rappresentanti dei lavoratori e il vicesindaco con delega al Personale Luigi Nieri. 

LO SCONTRO - “Il dialogo non si è mai interrotto e non si interromperà” ha affermato il vicesindaco nel tentativo di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. “Risulta davvero difficile capire come la stessa amministrazione che ha deciso di abbandonare il tavolo delle trattative adesso dopo aver varato un contratto unilaterale  faccia appello al confronto con i sindacati” esordisce in una nota il segretario generale di Fp Cgil Roma e Lazio Natale di Cola. "Per tre mesi abbiamo assistito ad una trattativa farsa” gli fa eco Roberto Chierchia, segretario Generale della Cisl Fp di Roma e Lazio. Il vice presidente dell'Assemblea Capitolina, Giordano Tredicine, chiede una seduta straordinaria del Consiglio comunale. 

LE MODIFICHE - Intanto, anche senza la firma dei sindacati, nella serata di venerdì è stata approvata la delibera che contiene la riforma del salario accessorio. Basta indennità a pioggia, come richiesto dalla relazione del ministero dell’Economia e delle Finanze. “Chi lavora di più guadagnerà di più” ha sintetizzato il sindaco Ignazio Marino.  ‘Produttività’ , in una parola, la principale linea guida della riforma. Tra i provvedimenti che più hanno fatto discutere lo spostamento di parte del personale negli uffici municipali più congestionati con l’introduzione di turni di lavoro in modo tale da coprire un maggior numero di ore per l’apertura al pubblico, dalle 8 di mattina alle 20 di sera. 

CGIL - Anche se il primo step, quello dell’approvazione in giunta, è stato superato, l’opposizione dei sindacati rimane una patata bollente per l’amministrazione capitolina. “Marino applica riforma Brunetta ed elimina Relazioni Sindacali” esordisce Natale Di Cola, segretario generale di Fp Cgil Roma e Lazio. “Ad oggi nessun testo della delibera ci è stato consegnato. Speriamo infatti che oltre al danno non ci sia la beffa per i lavoratori. Segnaliamo al Sindaco Marino che chiede di continuare il confronto che nella proposta presentata ai sindacati, l'unica che conosciamo, le relazioni sindacali non erano più previste o meglio, il Comune di Roma diventerebbe uno dei pochissimi Comuni in cui si applicherebbe su questo tema la riforma Brunetta che di fatto le elimina” commenta Di Cola. “Sarebbe davvero offensivo  inoltre solo chiedere la riapertura del confronto se il testo dell'atto unilaterale che contrasteremo in ogni sede non contenesse almeno tutte le modifiche da noi presentate che erano state accolte al tavolo negoziale” continua chiedendo la convocazione di tavoli di confronto, in particolare sul settore educativo e sull’organizzazione della polizia locale.

CISLDure anche le parole del segretario generale della Cisl Fp Roberto Chierchia: "Per tre mesi abbiamo assistito ad una trattativa farsa. Soltanto il 17 luglio l'Amministrazione ha presentato una bozza di piattaforma contrattuale, senza ancora avere ratificato il fondo per il salario accessorio, e che non garantisce un piano di riorganizzazione dei servizi credibile” scrive in una nota. “In una condizione di emergenza, in cui le esigenze crescono e il personale si riduce, servono più flessibilità e più disponibilità per garantire servizi essenziali e complessi: viabilità, grandi eventi, scuole per l’infanzia, servizi sociali. La risposta dell'amministrazione invece non porta a nessuna soluzione che non sia un taglio delle prestazioni”. Conclude Chierchia. “L'intero progetto sbandierato dal sindaco Marino di voler rendere meritocratica la distribuzione del salario accessorio dei dipendenti capitolini nasconde la reale motivazione derivante dalla crisi finanziaria di Roma Capitale che fará ricadere su dipendenti e cittadini il taglio di un bilancio che produrrà effetti nefasti per la Capitale. Stessa necessità, tra l'altro non si é praticata sulla dirigenza capitolina".

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