Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Campidoglio, la Giunta tira dritto e approva il nuovo contratto: sindacati sul piede di guerra

Nonostante le proteste delle rappresentanze sindacali, la giunta ha dato il via libera al provvedimento del nuovo contratto decentrato. I sindacati dichiarano lo stato d'agitazione

Un momento di protesta dei dipendenti capitolini (immagine di repertorio)

Nessun passo indietro sulla trattativa. Nessuna proroga. La giunta capitolina fila dritta per la sua strada. Rispettando i tempi che essa stessa si è data per l'approvazione del nuovo contratto decentrato per migliaia di dipendenti capitolini, questo pomeriggio ha approvato la delibera che ne fissa i nuovi termini. I sindacati dichiarano lo stato di agitazione contro una scelta "unilaterale" e "irresponsabile". Il via libera infatti è arrivato tra le proteste dei sindacati che avevano chiesto all'amministrazione capitolina di continuare la discussione in merito. Dopo l'occupazione del dipartimento Risorse Umane infatti i sindacati hanno salutato il nuovo provvedimento con una protesta nella piazza del Campidoglio.

L'APPROVAZIONE - “In Giunta abbiamo deciso, con un certo rammarico, di votare una delibera che fissa i termini del nuovo contratto decentrato" ha spiegato il sindaco Ignazio Marino, al termine della Giunta comunale. Il primo cittadino difende però il proprio operato: "Il contratto che abbiamo preparato non è il frutto di una notte o di una settimana ma del lavoro quotidiano condotto da 4 mesi. Abbiamo scritto un documento che permetterà agli impiegati del Comune di Roma di continuare ad avere il salario accessorio senza alcuna interruzione. Altrimenti non avremmo potuto pagarlo dalla fine di agosto".

MERITO - “Chi si impegna di più avrà di più” è una delle linee guida del nuovo contratto. Ha spiegato Marino:“Abbiamo usato ogni strumento possibile a livello locale e nazionale per scrivere il nuovo contratto dal mio punto di vista questo contratto ha l'enorme vantaggio di poter riconoscere a chi si impegna di più un salario maggiore alla fine del mese. Penso che persone che offrono un servizio di qualità superiore rispetto ad altri debbano avere una retribuzione superiore”.

PRODUTTIVITA' E TURNAZIONE - Al centro della nuova proposta la produttività e la turnazione. Ad entrare nel dettaglio  il vicesindaco Luigi Nieri: “Con questo atto mettiamo in salvaguardia il salario accessorio. E non ci saranno decurtazioni degli stipendi. Ma non saranno dati più istituti a pioggia. Il cuore della proposta è la produttività e la turnazione, che sono istituti completamente nuovi”. Più servizi anche nei municipi: “Con la turnazione progressivamente, e ci tengo a sottolinearlo, nei Municipi avremo servizi dalle 8 di mattina alle 20 di sera. Entro l'anno il contratto andrà progressivamente a regime”.

LA PROTESTA – Tra l'amministrazione capitolina e i sindacati è scontro aperto. Mentre era in corso la seduta di giunta qualche decina di lavoratori della Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl Csa, tutti dipendenti comunali, ha manifestato in piazza del Campidoglio per protestare contro lo stop delle trattative sul contratto decentrato. Il sit-in è la seconda parte della protesta iniziata stamani con l'occupazione del dipartimento Risorse Umane. "Il voto della giunta Marino sulla modifica unilaterale del contratto integrativo fa esplodere la protesta dei lavoratori capitolini" scrivono Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Csa e Diccap in una nota congiunta. "Fino all'ultimo abbiamo tenuto viva la speranza in un esito positivo del confronto" ma a questo punto, fanno sapere "scendiamo sul piede di guerra". Alla "rottura delle trattative" da parte dell’amministrazione rispondono così “La scelta di Marino è irresponsabile e inaccettabile. In primo luogo perché fa carta straccia di accordi sottoscritti, scavalcando gli stessi lavoratori che dice di voler tutelare. In secondo luogo perché mette a rischio il salario di produttività dei dipendenti e la tenuta dei servizi di Roma capitale” tuonano Natale Di Cola, Roberto Chierchia, Sandro Bernardini, Franco Moscia e Romolo Bonarota segretari generali delle cinque sigle. “Abbiamo già proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale e metteremo in campo ogni azione possibile per difendere lavoratori e cittadini”.

DIALOGO – Dal primo cittadino sono arrivate però parole che non hanno chiuso al dialogo: “Non finisce qui” ha spiegato. “Perché il contratto deciso oggi ha dei caratteri di provvisorietà. Io ho chiesto per quattro mesi un documento integrativo o alternativo che non si è mai materializzato. Ma ora il dialogo continua nel modo in cui i sindacati lo vorranno” ha spiegato. "Non potevamo nascondere la testa sotto la sabbia e permetterci che dal prossimo mese i dipendenti non avessero più il salario".

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