Termini, chiudono bar e fast food: 78 lavoratori a rischio. Si infiamma la protesta

Entro il 30 novembre il gruppo Chef Express dovrà liberare i locali, al piano terra resta solo la moda: via anche lo storico Mc Donald's. I sindacati: “Si proroghi contratto, c’è crisi generale”

Ondata di proteste da parte dei lavoratori di Chef Express: il gruppo da anni titolare di gran parte dei bar, pizzerie e paninoteche della stazione Termini. Dopo la scadenza del contratto di locazione e la volontà di Grandi Stazioni, la società che gestisce i locali dello snodo ferroviario, di dare un nuovo volto al primo piano lasciando solo marchi di moda, rischiano il posto 78 lavoratori. 

Termini, chiudono bar e fast food: 78 lavoratori rischiano posto

Se i 90 della crew dello storico Mc Donald’s, anch’esso destinato a chiudere, troveranno probabilmente una ricollocazione certa nel perimetro aziendale del fast food americano; non è così rosea la prospettiva dei lavoratori di attività come Mr. Panino, Moka Cafè e Rossosapore. I locali dovranno essere liberati “da persone e cose” entro il 30 novembre, ma abbasseranno le serrande già a fine ottobre: servirà infatti circa un mese per smantellare tutto. 

E se prima della pandemia da Covid-19 Chef Express si era impegnata a mantenere i livelli occupazionali con un accordo sindacale sottoscritto poco prima di Natale, ora oltre un terzo dei 196 lavoratori in servizio a Termini rischiano il posto

La "rivoluzione delle vetrine" di stazione Termini

Una “rivoluzione delle vetrine”, proprio post pandemia, alla quale i sindacati si oppongono. Questa mattina la manifestazione sotto al Ministero dello Sviluppo Economico della Flaica: “Non si possono licenziarepersone sotto silenzio e senza renderne conto a nessuno. La questione occupazionale va risolta, non possono semplicemente accollare allo Stato con la NASpI i costi sociali di un’operazione di maquillage” - ha tuonato il segretario regionale, Giancarlo Desiderati

I sindacati: "Si proroghino contratti locazione"

Una delegazione è stata ricevuta dalla segreteria del viceministro, Stefano Buffagni. “Il riscontro avuto al Mise è positivo, anche perchè - dicono a Roma Today i sindacalisti della Flaica Giancarlo Desiderati e Giovanni Ciccone - la soluzione è semplice: visti i tempi stretti relativi alla chiusura abbiamo chiesto una proroga del contratto di locazione di almeno un anno. Un arco temporale necessario per metterci a tavolino con tutti gli attori coinvolti e studiare una soluzione definitiva. E’ la strada più opportuna in questo periodo di crisi generale”. 

Stazione Termini, 78 licenziamenti: si infiamma la protesta dei lavoratori

I lavoratori ci sperano. Il 15 ottobre manifesteranno proprio a stazione Termini appoggiati, dopo la rottura del tavolo della trattativa, da Fisascat Cisl e Ultucs: “Non resteremo fermi a guardare. Non è tollerabile che per i lavoratori di Roma Termini la prospettiva, al termine del blocco dei licenziamenti, sia l'apertura di una 'procedura collettiva'. La pandemia Covid 19 ha penalizzato l'intero tessuto economico nazionale, ma il futuro non deve restare  incerto per nessuno" - scrivono in una nota Cristina Silvestri, della Fisascat-CISL Roma Capitale Rieti, ed Enzo Pascale della UilTucs Roma e Lazio. La richiesta è sempre la stessa: valutare una proroga dei contratti di locazione. 

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“Ci chiediamo  come sia possibile che Grandi Stazioni, grande assente della situazione, non  valuti responsabilmente tale soluzione e come possa ‘lavarsi le mani’ delle potenziali ricadute sociali della disdetta. Sottolineiamo che la pandemia, e la crisi che ne deriva, non sono giustificazioni sufficienti per gettare nella disperazione o nell’incertezza i lavoratori: sono 190 i dipendenti che operano nei punti vendita Chef Express di Roma Termini e 90 quelli di Mc Donald’s Termini Galleria. Resteremo al fianco di queste famiglie, passo dopo passo, senza incertezze”.
 

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