Sabato, 20 Luglio 2024
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Porta Metronia, non c’è solo la futura stazione. Attese risposte su illuminazione e sicurezza stradale

D'Elia (CdQ Mura Latine): "Auspichiamo la stazione diventi l'occasione anche per migliorare le criticità circostanti"

I dettagli di come sarà l’ “archeostazione” di Porta Metronia sono stati descritti durante l’appuntamento che, il 29 settembre, è stato organizzato nel teatro di Villa Lazzaroni. Ci sono informazioni però che i cittadini ancora non conoscono e che riguardano il quadrante in cui l’infrastruttura, pronta per il 2024, si andrà ad inserire.

Il progetto, in base ad informazioni reperibili anche sul portale della Metro C spa, ha colto l’occasione dei ritrovamenti per “restituire alla città spazi di qualità finalizzati all’utilizzo pubblico”. E’ il caso della “nuova piazza Ipogea” che “mette a sistema la quota strada con i livelli interrati del museo e della metropolitana”. Chi abita o lavora nella zona, però, nutre anche altre aspettative.

Le aspettative dei residenti

“Anche noi teniamo al fatto che la realizzazione della stazione non diventi un ostacolo ma sia piuttosto un’opportunità per migliorare il quartiere e per dare lustro alla storia della città. Quella stazione non deve essere solo un’opportunità di ricerca e di valorizzazione del patrimonio storico” ha commentato Annabella D’Elia, la presidente del comitato Mura Latine. “Noi vorremmo infatti avere risposte su varie questioni, dall’illuminazione pubblica che è carente e che invece andrebbe potenziata, ad esempio su via Farsalo e viale Ipponio. E’ una necessità che serve a migliorare la sicurezza stradale ma funziona, in prospettiva, anche come deterrente verso eventuali azioni vandaliche” è stato fatto notare sempre dal comitato.

Come sarà l'archeostazione di Porta Metronia

Ci sono aspettative anche per quanto riguarda lo sviluppo dell’intermodalità ed in particolare per quanto attiene un’eventuale pista ciclabile. “La stazione si sviluppa a ridosso delle mura ed il progetto del parco lineare prevede che ne sia realizzata una per tutta la sua estensione, quindi per quasi 13 chilometri e dunque anche attorno all’archeostazione, ma non ne abbiamo avuto contezza, nel corso della presentazione. Invece sarebbe utile, anche per metterla in connessione con quella della Colombo e di San Giovanni” ha rimarcato la presidente del comitato. 

Un'occasione da cogliere per migliorare il quadrante

Non sono quindi poche le attese che questa stazione sta suscitando nel quadrante. Al di là delle questioni citate, il Comitato di quartiere chiede di avere ragguagli anche sulla sistemazione delle aree verdi, sugli arredi come le panchine, le fontanelle e le bike box, che potrebbero essere sistemate intorno agli ingressi, ma anche in merito alla messa a dimora di nuove alberature.  “Auspichiamo la stazione diventi l'occasione anche per migliorare le criticità circostanti, anche sul piano degli attraversamenti stradali” ha chiarito la presidente del Cdq. Ben venga quindi l’archeostazione, ma va colta l’occasione per vederla in una visione d’insieme, e su questo il comitato ha fornito degli spunti, per evitare di trasformarla in un’ “occasione sprecata”.

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