Stadio Roma, Raggi sullo stop del Mibact: "Da valutare, vogliamo un'opera che rispetti la legge"

La sindaca commenta il parere della Soprintendenza che ha avviato l'iter per apporre un vincolo sull'ex ippodromo. Intanto la rete si scatena: "Ma il ministero ha mai visto Tor di Valle?". E parte l'hashtag #conoscitordivalle

Foto Ansa

"Una dichiarazione di interesse culturale" per l'ex ippodromo di Tor di Valle che porterà, almeno sulla carta, ad apporre un vincolo sull'opera. La tribuna e il sedime della pista meritano un'attenzione particolare, devono essere preservate. E' il parere della Soprintendenza, un fulmine in un cielo già poco sereno per lo stadio della Roma. E poco importa se le condizioni in cui versa la struttura che un tempo ospitava le corse dei cavalli sono pessime da anni e se, come i cittadini fanno notare in rete, nessuno se ne è mai preoccupato. Il documento per avviare l'iter che "salverà" l'area da stadio e business park è chiaro: vi si sottolinea la rilevanza architettonica e si prescrive che l'area sia lasciata libera da opere "in elevato a eccezione dei manufatti già esistenti, per i quali, in caso di sostituzione, non dovranno essere superate l'altezza e la densità attuali". 

Insomma, niente stadio stando ai pareri di architetti e paesaggisti del ministero che accolgono la richiesta "di apposizione di vincolo con somma urgenza a tribune e pensiline" già avanzata dagli ambientalisti di Italia Nostra con una lettera inviata il 31 gennaio alla soprintendente Eichberg. L'atto degli uffici periferici del Mibact è sui tavoli della Conferenza dei Servizi e della sindaca Raggi. Che in serata commenta tramite nota stampa. "La Soprintendenza all'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma ha comunicato al Comune di Roma l'avvio di dichiarazione di interesse culturale sull'ex ippodromo di Tor di Valle. Si tratta dell'area indicata per la realizzazione dello stadio. Vi sono quindi nuovi elementi che incidono sulla valutazione e realizzazione del progetto che in queste settimane è oggetto di verifica da parte del Comune". E chiude: "Come abbiamo sempre detto, vogliamo che la Roma abbia uno stadio ma nel rispetto della legge". 

TUTTO SULLO STADIO DELLA ROMA

Cosa accadrà adesso è da capire. Il vincolo non c'è ancora, arriverà eventualmente al termine dell'iter amministrativo che ha durata 120 giorni. La Roma può opporsi al Tar. Mentre la Conferenza dei Servizi sarebbe chiamata a esprimersi definitivamente entro il 3 marzo. Insomma, un macigno giuridico che, oltre a rafforzare le posizioni del "no", non potrà che rendere più difficoltosa la strada verso l'accordo politico. Nel tentativo di trovare la quadra tra Cinque Stelle e proponenti, dopo l'addio dell'ex assessore Berdini, il vincolo piomba a capofitto su un terreno già precario.

Mentre sul parere della Soprintendenza la rete ha già dato il suo verdetto: possibile che la necessità di apporre un vincolo arrivi solo ora, a 4 anni di distanza dall'avvio dell'iter per l'approvazione? E perché gli architetti in una prima fase avevano dato parere favorevole? Dubbi legittimi, conditi dai classici sfottò del web. Tra i tifosi giallorossi parte subito l'hashtag #conoscitordivalle e commenti ironici del tipo "chi prenota biglietti per Tor di Valle?". "Ho sentito dei miei amici dall'estero, vogliono venire a visitare l'ippodromo di Tor Valle". E ancora: "Se #ConosciTorDiValle chiedite perché 'na tribuna abbandonata diventa a 15giorni dalla fine dell'iter 'n patrimonio da sarvá #famostostadio". Post e tweet sempre accompagnati da foto della struttura, abbandonata e fatiscente. 

In serata la nota dei proponenti: "Non possiamo esimerci dall’evidenziare come sia infine particolarmente singolare la tempistica di questo parere emesso dalla Soprintendenza e certamente avvieremo ogni possibile azione a tutela del nostro Progetto, di tutti gli investitori e pubblici azionisti della As Roma e naturalmente di tutti i tifosi che in queste ore non comprendono iniziative talmente intempestive da apparire quantomeno ostili".

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