Stadio della Roma, i proponenti sul vincolo del Mibact: "Pronti ad azioni legali"

Ieri in serata la sindaca ha commentato: "Elemento nuovo che peserà sulle valutazioni in corso". La Roma: "Tempistiche particolarmente singolari". L'ex assessore Caudo: "Parere mai espresso prima"

Ansa

"Non possiamo esimerci dall'evidenziare come sia particolarmente singolare la tempistica di questo parere emesso dalla Soprintendenza e certamente avvieremo ogni possibile azione a tutela del nostro progetto". I proponenti dello stadio giallorosso alzano i toni. "Faremo tutto ciò che è in nostro potere per tutelare tutti gli investitori e pubblici azionisti della As Roma e naturalmente di tutti i tifosi che in queste ore non comprendono iniziative talmente intempestive da apparire quantomeno ostili" scrivono in un nota di risposta all'ultima tegola caduta sul progetto: la Soprintendenza ha avviato l'iter per apporre un vincolo sull'ex ippodromo di Tor di Valle. Tribune e pista sarebbero da tutelare secondo quanto riportato nella lettera della soprintendente Eichberg, e di conseguenza, come vincolo "indiretto", anche l'area dove dovrebbe sorgere il business park non è edificabile.

Un colpo di scena che arriva a complicare ulteriormente un iter già in salita. Il 3 marzo termina la proroga concessa alla Conferenza dei Servizi chiamata a dare il parere finale e la quadra tra la Roma e i Cinque Stelle non è ancora arrivata. Certo il verdetto del ministero non potrà non pesare, come ha già fatto capire la sindaca Raggi: "Vogliamo uno stadio che rispetti la legge". Ma quel vincolo che arriva a quattro anni dall'avvio delle pratiche per l'approvazione, su un'opera che tutto sembra fuorché di pregio, lascia perplessi.

I PROPONENTI - "La procedura di vincolo culturale dell'Ippodromo - scrivono i proponenti nella nota - non solo non è mai stata esternata in precedenza ma anzi confligge con le valutazioni e i pareri resi nelle conferenze di Servizi preliminare e decisoria in merito al progetto, basato sulla demolizione dell'ex Ippodromo e sulla realizzazione al suo posto del nuovo stadio". Senza contare che "le tribune dell'ex Ippodromo di Tor di Valle sono identificate da tutti in modo inequivocabile come una struttura precaria e pericolante, in totale abbandono da anni, peraltro dimenticata anche dalla Soprintendenza stessa che non ha mai avviato alcuna azione a tutela per quell'area prima che noi valutassimo lo sviluppo di questo progetto. Nella struttura delle tribune sono, tra l'altro, presenti parti ricoperte di amianto. Tutto questo è stato da anni fatto presente alle istituzioni che hanno dato il loro via libera al progetto Stadio della Roma - Tor di Valle, consci che questi manufatti, per via del loro stato di degrado, sarebbero inevitabilmente stati rimossi".

"Tuttavia, siamo da sempre e in ogni caso disponibili a riqualificare le tribune, conservandone una parte in un'area dedicata, dopo averla naturalmente ristrutturata e messa in sicurezza, al fine di preservarne la memoria storica e come suggerito in precedenza dalla Soprintendenza stessa". Infine si ricorda che "nella conferenza di servizi decisoria la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma, ha espresso rilievi sostanzialmente vertenti su due aspetti principali: la compatibilità con le visualì dei fabbricati privati verticali ("le tre torri"); le modalità di esecuzione delle indagini archeologiche, con l'attribuzione dei relativi costi al proponente. Anche nel parere reso in sede di VIA del 6.2.2017, la menzionata Soprintendenza, pur accennando al valore dell'Ippodromo, non ha espresso alcun parere contrario alla sua demolizione. Ribadendo invece le sue perplessità su temi vari, tra i quali visuali e indagini archeologiche preventive"

L'EX ASSESSORE CAUDO - E sui pareri passati già espressi dagli enti coinvolti nell'esame del progetto ritorna anche l'ex assessore all'Urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo. A conclusione della Conferenza dei Servizi preliminare, convocato a luglio 2014, "non ci fu nessun altro parere negativo o preclusivo (oltre a quello di Roma Natura sullo svincolo della Roma Fiumicino, ndr) per la realizzazione del progetto da parte di nessuno degli altri soggetti o enti convocati e tanto meno delle soprintendenze. Nessun riferimento alla tribuna dell’ippodromo, alle coperture e alla pista del trotto". Questo per scongiurare qualunque scarico di responsabilità sul passato.

"E’ evidente che la ragioni addotte per l’avvio della procedura di vincolo se fossero state poste già allora sarebbero state prese in considerazioni, come fu per il parere di Roma Natura, e se necessario avremmo preso le decisioni conseguenti compreso quello di non procedere ulteriormente con l'esame del progetto. Tutti gli atti fatti dalla Giunta Marino sono stati improntati al pieno rispetto delle regole, non si provi a scaricare ad altri le responsabilità che sono in capo unicamente a chi da otto mesi gestisce un importante dossier, per altro giunto alle fasi conclusive, in modo improvvisato, confuso e dannoso per la città". In allegato al post di Caudo su Facebook il parere unificato delle soprintendenze statali rilasciato in Conferenza di servizi preliminare il 28 luglio 2014. 

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