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Stadio Flaminio, nessuno stop al progetto della Lazio: “Pronti a valutare parallelamente le proposte”

Il Campidoglio interviene dopo la sentenza del TAR. L'assessore allo sport Alessandro Onorato: "La priorità è la riapertura dello Stadio Flaminio"

L’ipotesi di trasformare lo stadio Flaminio nella casa biancoceleste non ha subito alcuno stop. Parola dell’assessore allo sport Alessandro Onorato. Perché se è vero che il Tar ha chiesto al Campidoglio di riaprire la conferenza dei servizi, è altrettanto vero che l’amministrazione può, contemporaneamente, valutare altre proposte.

La riapertura del Flaminio

“La priorità è la riapertura dello Stadio Flaminio, per recuperare nel minor tempo possibile un impianto di rara bellezza architettonica progettato da Antonio Nervi con la collaborazione di suo padre, l’ingegnere Pier Luigi Nervi” ha ribadito l’assessora Onorato. L’impianto, progettato per le Olimpiadi di Roma del 1960, è “unico al mondo” ed è “ancora in grado di offrire allo spettatore un’esperienza coinvolgente e moderna” ha sottolineato l’assessore. La struttura, ormai, è in disuso da 14 anni.

Cosa sta chiedendo il TAR al Comune

Cosa fare quindi il Campidoglio? La proposta che era stata formulata nel 2021 dal raggruppamento temporaneo d’impresa cui faceva parte la Roma Nuoto, va finita di valutare. L’idea di usare l’impianto in chiave multidisciplinare, sfruttando la piscina e le palestre che già esistono a livello seminterrato, merita di essere valutata e, quindi, di essere avallata o definitivamente bocciata. È quello che in sostanza chiede la seconda sezione del Tar del Lazio, quando ricorda al Campidoglio che non è stata fornita una risposta alle integrazioni “tempestivamente” prodotte dalla Rti di cui, la Roma Nuoto, fa parte.

Porte aperte al progetto di Lotito

“L’amministrazione è pronta a valutare parallelamente, con la massima attenzione ed efficienza, tutte le proposte di partenariato pubblico-privato presentate o che verranno eventualmente ricevute, a partire da quella annunciata dal presidente della S.S. Lazio, Lotito” ha dichiarato l’assessore Onorato. Il patron biancoceleste ha promesso di recapitarla al Campidoglio entro la fine di aprile o al più tardi per maggio e, a suo dirà, sarà un progetto “a cui non si potrà dire di no”.

E per quanto riguarda il vecchio progetto, tornato in auge dopo la sentenza del tribunale amministrativo del Lazio? “ Il Dipartimento Sport darà seguito a quanto stabilito dal Tar e riattiverà la Conferenza dei servizi sul progetto del Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto, tra gli altri, da: Roma Nuoto, Costruzioni civili e commerciali e Rubner Holzbau”. Niente ricorso al Consiglio di Stato quindi, anche perché se l'obiettivo è di riaprire l'impianto, i tempi della giustizia potrebbero rappresentare un problema.

Due conferenze dei servizi per valutare l'offerta migliore

L'amministrazione non si limiterà, però, solo a riaprire la conferenza dei servizi per valutare le integrazioni fornite dalla Roma Nuoto.  Adempirà a questo compito ma “allo stesso tempo secondo quanto previsto nel Decreto Legislativo n. 38 del 2021, gli uffici sono pronti ad indire ulteriori conferenze dei servizi su eventuali proposte concorrenti che dovessero pervenire al fine di individuare quella che tecnicamente soddisfi pienamente l’interesse pubblico”.  Dopotutto, è stato ricordato da chi, nella giunta Gualtieri, è titolare della delega allo sport, “l’obiettivo è restituire ai tifosi e alla città un luogo prezioso per lo sport e per la socialità, come abbiamo fatto con la recente riapertura del Palazzetto dello Sport di viale Tiziano”.

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