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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Politica Flaminio / Viale Tiziano

Stadio Flaminio, il Campidoglio lancia l'ultimatum: "Aspettiamo Lotito fino a dicembre"

La Lazio ha ricevuto la documentazione sullo stadio ma non ha mai presentato un progetto di riqualificazione

La Roma a Pietralata e la Lazio al Flaminio. Per l’amministrazione cittadina, avviare contemporaneamente due progetti, per destinare ad entrambe le realtà sportive un proprio stadio, “sarebbe perfetto”. Ma se la famiglia Friedkin ha già depositato la propria proposta, altrettanto non si può dire di Claudio Lotito. Ed è proprio alla società biancoceleste che l’amministrazione cittadina si è rivolta, lanciando un ultimatum.

L'ultimatum alla Lazio

“A fine agosto la Lazio ha presentato una richiesta di documenti che sono stati prontamente consegnati dal dipartimento sport – ha spiegato l’assessore Alessandro Onorato durante un’apposita commissione capitolina – siamo in attesa di sapere se la Lazio voglia o meno presentare un progetto. Ma – ha sottolineato Onorato – non possiamo attendere in eterno. Possiamo aspettare al massimo entro la fine dell'anno, poi a quel punto esplorare anche altre progettualità”.

Un patrimonio cittadino

Il motivo dell’ultimatum è presto detto. L’attuale amministrazione punta a riqualificare un impianto che è un patrimonio cittadino, visto che non è soltanto il tempio del calcio. La struttura è infatti appetibile per realtà anche lontane dal mondo calcistico, prova ne sia il fatto che, in epoca recente, anche la Roma Nuoto aveva avanzato una proposta di utilizzo. La relativa conferenza di servizio, avviata durante la precedente consiliatura e terminata durante l’attuale, si è però espressa negativamente.

Un tempio dello sport lasciato degradare

Lo stadio Flaminio, oltre che un punto di riferimento per la pratica del calcio, è un impianto importante anche per altri sport. “Sotto gli spalti delle tribune sono presenti strutture per altre discipline. C’è infatti una piscina da 25 metri con 4 corsie, un palestra per pugilato  e pesi, una palestra per la scherma e uno spazio dedicato alla ginnastica artistica -ha ricordato Nando Bonessio, presidente della commissione sport -  Fino al 2012 erano fortemente frequentati questi spazi, alcuni gestite direttamente dal Coni, altri attraverso alcune associazioni che avevano in concessione queste strutture”. Poi l’impianto è caduto in disuso e, nonostante i vari progetti di rilancio, si è trasformato a lungo nel regno del degrado. Da qui l’esigenza d’imporre un ultimatum.

L'errore da evitare

“Non possiamo aspettare in eterno una disponibilità e una progettualità concreta della Lazio”, ha ribadito l’assessore Onorato in commissione, perché “sarebbe l'errore che hanno fatto le giunte precedenti tanto che oggi il Flaminio è diventato il simbolo dell'immobilismo”. Quindi, pur riconoscendo che “avviare un iter valutativo dello stadio Flaminio della Lazio, mentre si procede parallelamente al vaglio di quello della Roma sarebbe perfetto”, perché dimostrerebbe che “Roma è una città capace di attrarre investimenti”. Tuttavia, com’è stato sottolineato, per fare una valutazione è necessario che vi sia un progetto. E la Lazio ha tempo entro la fine dell’anno per presentare il proprio.
 

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